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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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MEGLIO FLESSIBILI CHE INVISIBILI

Il Sole 24 Ore - 26 novembre 2007 di Emma Bonino* C’era una volta una principessa che non aspettava altro che un principe - rigorosamente azzurro - che la salvasse. La ricerca della Fondazione Bellisario ci racconta finalmente un’altra storia: le donne oggi preferiscono non contare troppo sul principe azzurro e salvarsi da sole. Le donne d’oggi sono orgogliose del proprio lavoro, consapevoli di un mercato che richiede qualità e competenza, fiduciose delle proprie capacità e pronte a sprigionare le proprie energie fuori dal ghetto di tutele, che finiscono col limitare le loro aspirazioni. Donne che guardano al lavoro, al welfare, al tema della conciliazione e all’affermazione professionale, con senso pratico, con determinazione e perfino, mi è parso, con un filo di sorridente ironia. Anche il titolo mi è particolarmente piaciuto, perché da più di un anno vado ripetendo che il patrimonio di competenze, energie e capacità delle donne è sotto utilizzato, quasi fosse invisibile, e che questo mondo, che pretende di correre su una gamba sola, non può andare né abbastanza lontano, né abbastanza veloce. L’Italia in Europa è il fanalino di coda su tutti gli indicatori riguardanti l’occupazione femminile e, non a caso, anche sulla natalità. Questa consapevolezza mi ha convinto, nel mio ruolo di Ministro delle Politiche Europee, a mettere questo tema come centrale nel Rapporto annuale sullo stato di attuazione della Strategia di Lisbona, creando la Nota Aggiuntiva "Donne, innovazione, Crescita", che indica il tema dell’occupazione femminile come assolutamente prioritario per la crescita economica del Paese. La Nota, frutto di un lavoro condiviso dai vari Ministeri interessati (Pari Opportunità, Famiglia, Lavoro) e approvata dal Consiglio dei Ministri del 23 marzo 2007, mette in luce come l’Italia abbia bisogno di un autentico cambio di passo e non solo di qualche azione sporadica, se vuole mantenersi in linea con i Paesi migliori. Alcune misure sono già state previste da questo Governo nell’ultima Finanziaria, ma occorre un programma di più ampio respiro. Sono richieste misure concrete per servizi più accessibili in quantità e qualità e azioni positive per stimolare una diversa sensibilità delle aziende, sia pubbliche che private, a valorizzare il potenziale femminile ed evitare una discriminazione, che è ancora troppo presente ed evidente nei ruoli di più alta responsabilità. Ma soprattutto, è necessario stimolare un cambiamento culturale che riconosca alla donna un ruolo più significativo nel Paese, nell’economia come nella politica, e che distribuisca in modo più equilibrato tra i due generi il carico di responsabilità di cura che oggi, nella maggioranza dei casi, grava sulle sole donne. Insomma, queste donne così piene d'entusiasmo si meritano un contesto migliore, che consenta loro di esprimere fino in fondo le loro capacità, di correre senza ceppi alle caviglie e di diventare "visibili" in tutta la loro energia. * Ministro per il Commercio Internazionale e le Politiche Europee





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