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ORA L’EGITTO DIVENTA STRATEGICO

Il Sole 24 Ore - 27 novembre 2007 Caccia alle preferenze dei neoiscritti: Africa e Asia decisive per la scelta finale di Marco Alfieri Il pericolo più immediato è stato scongiurato. «L’ipotetica vittoria di Breslavia (Polonia) sul 2012 - spiega al «Sole24Ore» Roberto Formígoni - avrebbe reso più difficile, per quei complicati equilibri di compensazione che spesso pilotano le decisioni degli organismi internazionali, attribuire tre anni dopo, ad un`altra città europea, l’Expo 2015». Il punto però è che l’organizzazione dell’Esposizione intermedia 2012 ieri sera è stata assegnata a Yeosu, Corea del Sud. E questo complica la partita per Milano. Il gioco diplomatico sul 2012 avrà molta influenza sulla partita di tre anni dopo, che verrà assegnata dal Bureau International des Esposition a fine marzo 2008, cioè quattro mesi dopo la decisione sulla kermesse intermedia. E questo, inevitabilmente, intreccia le due partite. Lo `shopping` serrato delle ultime due settimane, con l’iscrizione al Bie di ben 3o nuovi Paesi lo si deve infatti alla competition finale tra Tangeri (Marocco) e appunto Yeosu sul 2012. Iscriversi al Bureau costa appena 4mila curo, dunque la tentazione di fare mercato di voti è stata e resta fortissima anche in prospettiva. Già, ma a chi andranno i voti dei neoiscritti? L’ingresso massiccio, all’ultimo secondo, di ben trenta Paesi, che ha spinto i polacchi di Breslavia a presentare un ricorso contro il malcostume di iscriversi e votare senza dover maturare alcun periodo di decantazione, favorisce Milano o Smirne? Diciamo subito che il blocco di Paesi e microisole del pacifico (Salomone, Fiji, Samoa, Marshall, Guinea, Tonga) sono stati tirati dentro dalla diplomazia coreana. E siccome ci sarebbe un accordo di mutuo sostegno tra Corea e Turchia, è probabile che la filiera di Paesi legati al lobbying asiatico a marzo 2008 riverserà il suo voto su Smirne. Viceversa, lo `shopping` di Paesi africani e o iscritti (Mali, Ghana, Kenya, Gambia, Liberia, Congo), sarebbe stato pilotato dal Marocco. Che sul 2015 appoggia Milano e dall’Italia, a sua volta, è stato votato ieri sera, pur senza successo. Come dire: non sarà facile motivare tutta la filiera di Paesi collegata al Marocco a vantaggio della sfida italiana. Al contrario, ci sono buone probabilità che un Paese di fresca iscrizione al Bie come l’Egitto, appoggi Milano. «Decisivo in questo senso sarebbe il ruolo di Emma Bonino, che ha vissuto due anni al Cairo quando era europarlamentare, stringendo parecchie relazioni», spiega una fonte accreditata. «Da Nasser in poi, l`Egitto ha sempre avuto un’influenza importante sull`area, che potrebbe giocare anche in chiave Expo 2015». Movimenti interessanti si segnalano anche sul fronte europeo. Dopo Francia e Spagna, che appoggeranno Milano, è di ieri la notizia che anche la Bulgaria voterà per il capoluogo lombardo. Unita al via libera ungherese, l’endorsement di Sofia apre un varco importante in un’area geopoliticamente monopolizzata dalla Polonia (che appoggia Smirne) e soprattutto dalla Germania, che avendo una comunità turca molto forte in casa, è probabile che darà l`appoggio alla città dell`Egeo. Ad oggi, quindi, Milano può vantare buoni riscontri in Sudamerica, Nordafrica, bacino Mediterraneo, Golfo Persico e nelle ex Repubbliche sovietiche. Per il resto, la diplomazia italiana ha finora coperto una settantina di Paesi. In teoria ne mancavano una trentina, «ma adesso coni nuovi ingressi il lavoro raddoppia», spiega Formigoni. In effetti da 54 voti, il quorum necessario è passato in quindici giorni a 71. E questo impone una nuova tornata di missioni in vista del rush finale di marzo: alcune già fissate, altre ne verranno organizzate per coprire specialmente il fronte Asia-Oceania, dove Smirne è molto forte (ma raccoglie voti anche nell’Europa dell’area ex marco tedesco). In particolare, la Provincia di Milano si recherà in America centrale, Africa centrale, e Australia abbinandoci qualche isola del pacifico. Un`area su cui palazzo Marino starebbe organizzando, per gennaio, una missione ad hoc. Mentre il Pirellone andrà in sud America e Venezuela. Sperando che la geopolitica non irrompa all`improvviso, a complicare ancor di più la sfida milanese.





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