sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 luglio 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> Italia Oggi


PIU’ FONDI PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

Italia Oggi - 27 novembre 2007 di Arturo Gerace Incentivare le aggregazioni di impresa per sbarcare sui mercati stranieri, È la strategia su cui puntano da anni le istituzioni italiane per superare il nanismo e la frammentazione delle aziende tricolore troppo deboli per arrivare sui mercati emergenti, dove cresce sempre più la domanda di prodotti di qualità. Una strategia alla quale il ministero del commercio estero, attraverso Ice e Sintesi:, dedicherà parte delle risorse degli interventi previsti per il triennio 2008/2010. Nei giorni scorsi infatti i rappresentanti delle istituzioni e quelli delle pini si sono incontrati per discutere gli strumenti concreti per il sostegno alle imprese che saranno disponibili già dai prossimi mesi. Strumenti che vedono la stretta collaborazione tra la Simest, la società partecipata per il 76% dal ministero del conunercio estero (e per il restante aziende e associazioni di impresa) e associazioni di categoria, tra cui la Caca, che hanno costituito un gruppo di lavoro congiunto, su proposta del sottosegretario al commercio estero Mauro Agostini. Le pini italiane potranno contare così su di un fondo dedicato all’aggregazione sui mercati stranieri del valore di 7 milioni di euro che il ministro Emma Bonino ha predisposto per il prossimo triennio con particolare attenzione all’artigianato. A questo si aggiunge lo sblocco dei 10 milioni di euro, fermi dal 2001 e dedicati all’export. Il fondo Simest è rivolto alle aggregazioni, ai consorzi, alleati e a ogni forma di filiera che superi la dimensione ridotta delle imprese italiane. Stanziamenti che saranno accessibili tra gennaio e febbraio e che non saranno a fondo perduto ma che prevedono tassi di interesse agevolati per le pini. «Per la prima volta assistiamo a un incontro dedicato esclusivamente all’inter. nazionalizzazione delle imprese artigiane», ha detto il vicepresidente vicario della Cna, Daniele Vaccarino. All’incremento dei fondi previsto dal ministero si aggiungono inoltre i maggiori stanziamenti all’Ice per il 2008 (80 milioni di euro in totale), i 200 milioni previsti in Finanziaria per il rifinanziamento della legge 295 e gli 11 milioni derivanti dagli utili del 2006 e degli anni precedenti della Simest, i cui finanziamenti sono andati, fino al 31 dicembre 2006, per il 65% alle pmi. Maggiori fondi con cui il governo italiano conta di ridurre ulteriormente il deficit della bilancia commerciale, già dimezzatosi tra il giugno 2006 (al momento dell’insediamento dell`attuale governo) e il giugno scorso, che ha segnato un rosso di 7 miliardi di euro, contro i 14 dello stesso periodo dell`anno precedente. Numeri che fanno invidia ai 40 miliardi di passivo del commercio estero inglese o ai 19 di quello francese, ma che difficilmente vedranno a breve il pareggio dì bilancio per via dell’alta dipendenza energetica nazionale dai paesi stranieri, accentuata dall’impennata del greggio. La presenza di prodotti italiani sui mercati stranieri è dunque aumentata negli ultimi anni, anche se risulta ancora penalizzata dall’assenza di una grande distribuzione che la supporti. «Da parte delle istituzioni c’è la disponibilità a considerare non solo il numero di dipendenti di un`impresa che voglia internazionalizzare», ha aggiunto Vaccarino, «l’importante è dare l’opportunità a imprese piccole ma dai prodotti di grande valenza di andare all’estero. I nostri progetti sono stati approvati dall`Ice e partiranno già dal 2008». La strategia del ministero punta in particolare alla cosiddetta «area di vicinato»: Africa mediterranea, area danubiano-balcanica ed Europa orientale. Aree su cui l’Ue ha spinto per l’introduzione di accordi commerciali che hanno portato all’allargamento dell’area di libero scambio dei paesi del Sudest Europa (la Cefta) ai paesi balcanici (finita di ratificare nel settembre 2007), e che nel 2010 daranno il via all’area di libero scambio del Mediterraneo. I Balcani in particolare sono stati negli ultimi mesi oggetto di attenzione da parte delle piccole imprese italiane, attenzione dovuta anche al taglio dato all’apertura di questi mercati dai governi locali e particolarmente mirato sulle pini. In contrazione invece il mercato nord-americano che risente dell’effetto supereuro degli ultimi mesi. Recentemente le imprese italiane hanno consolidato la propria presenza in particolare in Russia e negli Emirati Arabi. L’artigianato italiano punta, invece, soprattutto agli scaffali europei più vicini (quello tedesco in particolare), che rimangono quindi il mercato di riferimento e su cui però i sostegni all`export si scontrano con il divieto di aiuti di stato sancito dall’Ue, che frena l’intervento del ministero italiano in favore delle imprese tricolore. Per ciò che riguarda i mercati emergenti dai pil galoppanti, come India, Cina e Sud-est asiatico, le pmi scontano ancora i timori legati alla contraffazione del made in Italy, nonostante la missione governativa a Pechino dell`anno scorso. Un tema su cui l’Ice è scesa in campo con la recente istituzione di 19 desk anticontraffazione in nove paesi extraeuropei (la Cina ospita quattro uffici) che avranno il compito di sostenere le imprese nella registrazione dei marchi e nella lotta alla concorrenza sleale estera. Tra questi anche il prossimo ufficio di Mosca, dove negli ultimi mesi è cresciuta la presenza italiana legata in particolare al comparto della casa e dell`arredamento, confermando così l’Italia al secondo posto (dopo la Germania) tra i partner commerciali europei della Federazione russa. In Asia invece la Cna punta sul «progetto India», dedicato in particolare ai comparti biomedicale e della meccanica, che dovrebbe essere approvato dal ministero entro l’anno e che porterà all`incontro di 50 imprese italiane con altrettante aziende indiane. Dopo le missioni all’estero e le fiere internazionali si profila dunque un triennio di internazionalizzazione concreta per le piccole e piccolissime imprese, date da molti per spacciate sul mercato globale, e che vedono oggi nella qualità delle produzioni, e nel gioco di squadra, la via d`uscita per competere ad armi pari con i concorrenti stranieri.





Altri articoli su:
[ Commercio Estero ] [ Economia ] [ Globalizzazione ] [ Italia ] [ Unione Europea ]

Comunicati su:
[ Commercio Estero ] [ Economia ] [ Globalizzazione ] [ Italia ] [ Unione Europea ]

Interventi su:
[ Commercio Estero ] [ Economia ] [ Globalizzazione ] [ Italia ] [ Unione Europea ]


- WebSite Info