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LA DIPLOMAZIA DEL PARTERRE

Il Corriere della Sera - 8 dicembre 2007 Nasce una lobby delle sceicche, pensando molto all'Expo di Elisabetta Soglio Milano - È il mondo che si ferma alla Scala. Dove la musica di Wagner fa da sottofondo a un sofisticato intreccio di reti diplomatiche, attivate per aiutare Milano in vista dell'Expo del 2015. Per questo, nel Palco reale sono ospitati cinque capi di Stato, a cominciare dal presidente Giorgio Napolitano, il primo a presentarsi a teatro insieme alla moglie Clio, e nei palchi laterali siedono ministri e consoli, sindaci europei ed extraeuropei, sceicchi e ambasciatori. La serata in cui, contrariamente al solito, non sono protagonisti abiti e gioielli delle signore della Milano bene. Il sindaco Letizia Moratti e il sovrintendente Stéphane Lissner sono i padroni di casa in questo evento internazionale. Ricevono Napolitano, poi sfilano avanti e indietro sul tappeto rosso. Arriva il presidente greco Karolos Papoulias; poi quello austriaco Heinz Fischer, accompagnato dalla moglie vestita di rosso. Entra con la consorte, tenendola per mano, anche il presidente tedesco Horst Kohler. Ma il momento magico è l'ingresso degli sceicchi del Qatar: gli occhi si fermano sulla sceicca Mozah, considerata una delle donne più belle del medioriente, che svetta con un turbante bianco a illuminarle il viso, tunica bianca coperta da un abito in pizzo nero. Con lei marito e figlia, altra bellezza che colpisce, in total black. Il sindaco Moratti è riuscita a conquistarsi lo strategico consenso di una sorta di lobby di donne del mondo arabo: oltre alla sceicca Mozah, infatti, c'è la delegazione degli Emirati guidata dalla sceicca Lubna Al Qassimi, ministro dell'Economia e amica personale del nostro ministro, Emma Bonino. Ospite alla Scala anche la sceicca del Kuwait, Hussah Al Sabah, che in questi giorni ha incontrato la Moratti insieme al console generale del Kuwait a Milano. Altra donna su cui il sindaco sa di poter contare è la Regina Rania di Giordania, che ha mandato a rappresentarla alla Prima il sindaco di Amman. Nel primo intervallo, la Moratti si allontana dal Palco e, nello studio del maestro Barenboim, incontra il presidente tedesco: «Sono molto soddisfatta di questa "prima", della musica di Wagner e anche di questo vertice diplomatico», commenta il sindaco. Nel secondo intervallo tutti i presidenti si riuniscono nello studio di Barenboim per complimentarsi con il maestro. I giochi diplomatici proseguono anche durante la cena di Gala servita all'interno di Palazzo Marino. Perché, come spiega il Governatore lombardo, Roberto Formigoni, «una sera come questa aiuta Milano e aiuta l'Italia. La Scala è il sogno di molte personalità politiche europee ed extraeuropee e noi dobbiamo puntare molto su queste eccellenze per dimostrare che saremmo in grado di proporre un Expo ricco, fantasioso, di altissimo livello». Ottimista anche il presidente Giorgio Napolitano che, al termine della sua visita nel capoluogo lombardo, commenta: «E un momento politico difficile. Ma questa tre giorni milanese è stata molto gratificante. Se si dovesse chiudere sulla base di stasera, Milano sicuramente avrebbe l'Expo». Replica a distanza la Moratti: «Ma il cammino è ancora lungo: dobbiamo lavorare perché ci sono 140 Paesi da convincere».





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