sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 aprile 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> Il Sole 24 Ore


L’ENEL SCOMMETTE SULL’ATOMO ROMENO

Il Sole 24 Ore - 11 dicembre 2007 di Gerardo Pelosi Bucarest – L’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, qualche giorno fa lo ha ammesso esplicitamente: «Abbiamo l’ambizione - ha detto - di crescere ulteriormente nel nucleare guardando a Paesi come Romania e Bulgaria. L’Enel ha assunto 43 ingegneri specializzati nel nucleare e questa squadra crescerà fino a 80 persone entro il 2008». Una squadra che avrà molto da fare in Romania se l’Enel, inserita nella short list per la terza e quarta unità della centrale nucleare di Cernavoda, si aggiudicherà la gara. Con circa 5mila addetti e una quota di mercato del 25% di energia prodotta, l’Enel è in pratica già uno dei più grandi gruppi rumeni. Dopo l’acquisizione del 51% del pacchetto azionario della Electrica Dobrogea ed Elecritica Banat nel 2005 si è aggiudicata per 820 milioni di euro la Electrica Muntenia Sud, che ha un milione di clienti nel Sud della Romania (Bucarest, Ilfov e Giurgiu). Oltre ai reattori 3 e 4 di Cernavoda, Enel sta proseguendo la sua strategia di insediamento in Romania prendendo parte alle prossime privatizzazioni che riguarderanno, tra l’altro, gli impianti termoelettrici di Turceni, Rovinari, Electrocentrala Braila e Craiova. «Non c’è solo il nucleare nei nostri piani» spiega il presidente di Enel Romania, Matteo Codazzi, subito dopo avere assistito il ministro del Commercio internazionale Emma Bonino nell’accensione dell’impianto di illuminazione del giardino dell’Ambasciata italiana a Bucarest. L’Enel, aggiunge Codazzi, sta lavorando in Romania per impianti idroelettrici, a carbone e nelle energie rinnovabili. «Pensiamo di produrre energia non solo per riesportarla - aggiunge Codazzi - ma anche per distribuirla nel Paese, che ne avrà sempre più bisogno in linea con l’attesa crescita economica dei prossimi anni». Tuttavia permane qualche incertezza sulla reale volontà del Governo di procedere con decisione sulla strada delle privatizzazioni. Ad esempio il Senato romeno qualche giorno fa ha cancellato la privatizzazione di Petrom, una delle più importanti società petrolifere del Paese, dando mandato al ministero delle Finanze di avviare colloqui con l’austriaca Omv che ha rilevato Petrom per concordare il pagamento dei danni. Ma l’Enel non ha nulla da temere dal Governo perché, precisa Codazzi, «abbiamo creato un rapporto consolidato e trasparente con le autorità romene». L’altra gamba del settore energia riguarda l’Ansaldo come costruttore di componenti per le centrali. Il secondo reattore di Cernavoda è infatti il frutto della collaborazione tra Ansaldo, la canadese Aecl e la romena Nuclearelectrica (112 milioni di dollari il valore della commessa) così come il primo reattore che ha prodotto a oggi più di 27 milioni di megawatt, con un fattore di carico medio dell’88%. Ansaldo, sempre insieme alla Aecl, è interessata anche alla realizzazione della terza e quarta unità di Cernavoda.





Altri articoli su:
[ Commercio Estero ] [ Economia ] [ Globalizzazione ] [ Italia ] [ Politiche Europee ] [ Unione Europea ]

Comunicati su:
[ Commercio Estero ] [ Economia ] [ Globalizzazione ] [ Italia ] [ Politiche Europee ] [ Unione Europea ]

Interventi su:
[ Commercio Estero ] [ Economia ] [ Globalizzazione ] [ Italia ] [ Politiche Europee ] [ Unione Europea ]


- WebSite Info