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DALAI LAMA, LA CINA E’ IRRITATA E LA BONINO BACCHETTA PRODI

Il Secolo d'Italia - 18 dicembre 2007 La visita del Dalai Lama in Italia, tra gli imbarazzi di Prodi e l’eccessiva disinvoltura di Bertinotti, ha lasciato una coda polemica, ai limiti dell’incidente diplomatico. «Ho detto al presidente Bertinotti che il Parlamento italiano non offra facilitazioni e non sia luogo per un personaggio come il Dalai Lama che fa tanta attività separatista», ha spiegato ieri l’ambasciatore cinese riassumendo il colloquio a Montecitorio con il presidente della Camera, «L’obiettivo delle sue visite nei paesi stranieri ha aggiunto l’ambasciatore è quello di ottenere simpatie al fine di separare il Tibet dalla Cina, Quando i giornalisti stranieri lo hanno intervistato, il Dalai Lama dice che lui non vuole separare il Tibet dalla Cina ma non è così, sono tutte bugie», ha aggiunto Dong Jinyi. Ma da Bertinotti è arrivata la replica, con una nota in cui si ribadisce «il significato a il valore dell’iniziativa della Camera dei deputati». La posizione di Prodi, che domenica ha giustificato il mancato incontro con il governo italiano coi "ragioni di Stato", è stata difesa ieri da Massimo D`Alema: «Non credo che il Governo fosse tenuto a parlare con il Dalai Lama: non credo che ci fosse un obbligo da questo punto di vista», ha detto il ministro degli Esteri. Su tutt’altre posizioni, invece, Emma Bonino, che ieri ha ribadito le sue critiche al premier. «Da una parte va dato atto di una scelta di limpidità e sincerità del presidente del Consiglio, nel senso che anche chi si comporta nello stesso modo non lo ammette mai. Ma è una scelta che non ho condiviso»,ha detto ieri il ministro.





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