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UNA GLORIA DI POCHI, L’ONTA DI TANTI

Europa - 19 dicembre 2007 Dunque nello stesso giorno abbiamo: l’approvazione all’Onu della mozione sulla moratoria della pena di morte; e la decadenza del decreto sulla sicurezza a causa della buffonata senatoriale sull’omofobia. Conclusione: ciò che di buono il governo Prodi poteva fare l’ha fatto, ed è stato coronato a New York. Il resto è fuori dalle possibilità del quadro politico attuale. Non sembri cattiveria, in questo giorno di successo internazionale dell’Italia. Il voto dell’Onu ieri aveva tanti padri, tutti veloci a commentare. In realtà i veri autori del miracolo si contano sulle dita una mano sola: Pannella, Bonino, D’Alema, D’Elia, l’ambasciatore Spatafora, con l’aggiunta di Sant’Egidio e del sottosegretario Vernetti. Punto. Quello che è davvero affollato è invece l’elenco dei responsabili della pagliacciata del decreto sicurezza. Cari Amato e Veltroni, che tentaste un’accelerazione securitaria per arginare l’ondata xenofoba dopo l’omicidio Reggiani: facevate meglio a starvene zitti, perché legiferare in maniera efficace sulla sicurezza non è roba per questo centrosinistra. Né probabilmente per questo paese, vista l’inutilità delle leggi presunte draconiane varate dal centrodestra contro l’immigrazione clandestina. Comunque cade così, nel nulla anch’esso provvisorio, il decreto che doveva far capire agli italiani - e ancor di più agli aspiranti criminali esogeni - che in Italia finalmente si fa sul serio. No, non si fa sul serio, tranquilli tutti. Qui per convincere Rifondazione a votare misure sulle quali era d’accordo l’80 per cento dei suoi elettori, ma non i suoi giornali, ci hanno infilato a forza un assurdo e sbagliato riferimento a un contorto Trattato che non cambierà di un'acca la vita degli omosessuali di alcun paese. Siccome a nessuno nel Palazzo frega davvero niente né degli omosessuali né degli immigrati clandestini, ma solo di sopravvivere una giornata di più, voilà la vostra giornata. Con una gloria sulla pena di morte che è davvero di pochi di voi, autentici combattenti. E una vergogna che invece è di tutti.





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