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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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>> Il Corriere della Sera


ED EMMA RIMETTE IL CARTELLO AL COLLO

Il Corriere della Sera - 19 dicembre 2007 La Bonino in tv come ai tempi storici delle battaglie radicali di Alessandra Arachi Roma - Alle 17.49 esplode un applauso che riempie la sala e non smette più per due, quattro, cinque e chissà più quanti minuti. Tutti in piedi, persino Sergio Stanzani sopra la sua sedia a rotelle. Dal maxi-schermo collegato in diretta con il Palazzo di vetro di New York è appena arrivata la notizia che qui al Partito Radicale in molti aspettano da oltre anni: l’Onu ha approvato la risoluzione sulla moratoria per la pena di morte.Emma Bonino non esita: “E` una data storica”. Ha la stessa espressione di sempre. Di quando si per il divorzio o per l’aborto. Anche i suoi modi sono quelli di sempre. Come di tutti quelli qui dentro, alla fine. Perché le battaglie dei radicali sono sempre state così: sanguigne e popolari. E questa non fa certo eccezioni, anzi. Basta entrare in questa sala, per capire: se non fosse per qualche pc portatile non si troverebbe differenza con gli anni Settanta. E l’altra sera proprio Emma Bonino non ha esitato a presentarsi in tv alla rubrica del Tg2 di Maurizio Martinelli con un cartello appeso al collo: “48584”, il numero di telefono per raccogliere fondi contro la pena di morte. Poco importa che adesso lei sia un ministro della Repubblica italiana. Dice: “Siamo esauriti da questa battaglia. In tutti i sensi. Fisicamente ed economicamente. Prosciugati. Ci servono soldi”. Quello che conta, dunque, è il risultato. Per questo ora il numero di telefono se lo è attaccato sul bavero della giacca, vicino alla coccarda tricolore (rossa, bianca e nera) preparata per l’occasione. Per questo di lì a poco non esiterà ad irrompere nella sala ancora gremita del maxi-schermo brandendo un telefonino: c’è il Presidente della Repubblica dall’altra parte del capo. Ma Emma Bonino apre i microfoni e fa ascoltare a tutti la voce, esultante. Emma Bonino come Elisabetta Zamparutti. E’ giovane la tesoriera di “Nessuno Tocchi Caino”. Ma i metodi radicali li conosce bene. “Ero con Maria Teresa Di Lascia e Sergio D’Elia quando fondarono l’associazione”. Li ringrazia commossa, seduta al tavolo dei relatori con Rita Bernardini, Maria Antonietta Coscioni, Marco Perduca. Ringrazia anche Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Marco Pannella è in mezzo alla folla. Non si contano i suoi scioperi della fame e della sete. Per la moratoria mondiale sulla pena di morte, come per tutte le battaglie. Ma non ha ancora finito. Anzi. Non esulta nemmeno per questa battaglia appena vinta. Già pensa alla prossima: “Quando si perde è facile: vai alle Bahamas e ti riposi. Ma quando si vince bisogna lottare ancora di più”.





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