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L’ONU VOTA CONTRO LA PENA DI MORTE

Il Corriere della Sera - 19 dicembre 2007 Nell’Assemblea Generale 104 sì e 54 no. Napolitano: ruolo centrale dell’Italia. Esultano i Radicali New York – L’Assemblea generale dell’Onu ha approvato la moratoria sulla pena di morte promossa dall’Italia (come ha sottolineato il presidente Napolitano) con 104 voti a favore, 54 contrari (tra i quali gli Usa) e 29 astenuti. Esulta Emma Bonino; «una giornata storica» la definisce Prodi al quale si associa Berlusconi. Gli Usa votano no con Siria e Iran 104 i voti a favore, 54 i contrari e 29 gli astenuti sull’iniziativa promossa dall’Italia e dall’Unione europea. Gli Stati Uniti hanno votato contro, insieme a «nemici» storici quali Iran, Siria, Corea del Nord, Libia e Sudan mentre all’ultimo momento quattro Paesi - Guinea Bissau, Repubblica Democratica del Congo, Kiribati e Palau - hanno sciolto la riserva e hanno deciso di esprimersi a favore. Ma a parte le sorprese dell’ultima ora - le adesioni raccolte dal «partito dei sì» hanno superato i migliori pronostici della vigilia – l’Assemblea Generale so delle Nazioni Unite ieri ha approvato, come previsto, la moratoria sulla pena di morte nel mondo promossa dall’Italia. 104 i voti a favore, 54 i contrari e 29 gli astenuti. La risoluzione, che stabilisce «una moratoria sulle esecuzioni in prospettiva dell’abolizione della pena di morte», ha avuto più sostenitori di quando era stata approvata dalla Commissione per i diritti umani dell’Onu, il mese scorso, con 99 paesi favorevoli, 52 contrari e 33 astenuti. Anche se giuridicamente non vincolante, la risoluzione ha un importantissimo peso morale visto che riflette il consenso maggioritario dell’opinione pubblica mondiale. «Il voto rappresenta un passo coraggioso della comunità internazionale», ha commentato il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon. «Questa è un’altra prova della tendenza che va verso l’abolizione del patibolo». Il fronte del no è stato guidato da Egitto e Singapore; gli Usa hanno adottato invece un basso profilo, in attesa della sentenza della Corte Suprema di Washington che entro l’estate prossima dovrà esprimersi sulla costituzionalità dell’iniezione letale. Si sono confermati sostenitori della moratoria vari Paesi dell’America Latina e dell’Africa, oltre alla Russia.





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