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SULLE AUTO ECOTASSA DEL 6%

Il Sole 24 Ore - 20 dicembre 2007 di Enrico Brivio Una Commissione europea lacerata ha dato ieri il via libera a controverse misure per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO2), che prospettano un rigido sistema di ripartizione degli sforzi tra i costruttori, con lo spettro di maxi-ammende per chi non raggiungerà gli obiettivi prefissati. Immediate le dichiarazioni di guerra di Angela Merkel e le critiche del Governo italiano, in difesa della competitività delle più importanti aziende europee del settore, lasciando presagire un’iter travagliato per la proposta di direttiva in Consiglio e all’Europarlamento. L’obiettivo è quello già fissato in febbraio di ridurre a 130 grammi di CO2 per chilometro la media delle emissioni delle vetture circolanti in Europa. Ma a far discutere sono soprattutto due punti: l’ammontare delle multe per chi sfonderà i limiti (prospettate da Bruxelles di 20 euro per ogni grammo di CO2, oltre il tetto nel 2012 per veicolo venduto, di 35 euro nel 2013, di 6o euro nel 2014 e di 95 euro nel 2015) e i criteri di ripartizione degli sforzi tra i produttori di veicoli di grossa e piccola cilindrata, con l’adozione di una curva peso/emissioni del 6o%, che scontenta tutti (Italia e Francia, in difesa delle meno inquinanti Fiat, Psa Peugeot Citroen e Renault, la volevano attorno al 30%; la Germania la chiedeva dell’80% a protezione delle più inquinanti Porsche, DamilerChrysler e Bmw). Quindi, sui criteri di ripartizione i principali Paesi produttori si sono ritrovati a essere critici per motivi opposti, mentre tutti uniti si sono schierati contro il livello delle multe. Ammende molto difficili da stimare globalmente, ma indicate in uno studio di Bruxelles in una forbice tra i 4 e i 13 miliardi di euro. «La proposta è credibile dal punto di vista ambientale, socialmente equilibrata e spingerà l’industria a investire in nuove tecnologie», si è difeso il commissario europeo all’Ambiente, Stavros Dimas, sostenendo che i vincoli daranno alle imprese europee il vantaggio competitivo della «prima mossa» nel campo del controllo dell’anidride carbonica, oltre a «dimostrare la serietà dell’impegno europeo a combattere il cambiamento climatico». Dimas ha anche affermato che il costo addizionale della proposta sui prezzi medi dell’auto sarà del 6%, pari a 1.300 euro, quanto un optional tecnologico, ma compensato dai risparmi energetici. Dimas si è però dovuto presentare da solo davanti ai giornalisti, senza avere al fianco il commissario alle Imprese e vicepresidente Guenter Verheugen, che si era espresso contro la proposta durante la riunione della Commissione, così come altri due vicepresidenti, l’italiano Franco Frattini e il francese Jacques Barrot, oltre al commissario austriaco alle Relazioni esterne, Benita Ferrero-Waldner. I quattro hanno fatto mettere a verbale i pareri contrari, anche se formalmente la proposta è stata adottata«per consenso, senza che ci fosse un voto», ha tenuto precisare il portavoce dell`Esecutivo Ue, Johannes Laitenberger. Furiosa la reazione della Merkel. «Non sono soddisfatta. A Bruxelles -ha dichiarato a Berlino il cancelliere tedesco - si sta facendo della politica industriale a danno della Germania e dell’industria tedesca», riferendosi agli obblighi per i produttori di grosse cilindrate. Scontento, per motivi opposti, è stato espresso a Roma dal ministro per le Politiche comunitarie, Emma Bonino, che ha definito costose e distorsive della concorrenza le proposte di Bruxelles. «La Commissione europea ha proposto un sistema che di fatto favorisce le auto più grandi e più pesanti - ha sostenuto la Bonino - in quanto gli obblighi imposti alle vetture di minore cilindrata saranno molto più stringenti».





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