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EXPORT, L’ITALIA GUADAGNA QUOTE

Italia Oggi - 22 dicembre 2007 Secondo i dati presentati dal premier e dal ministro Bonino superati Gran Bretagna e Canada Nonostante l`euro forte, l`aumento dell`energia e delle materie prime, l`export italiano è migliorato fino a far registrare un incremento che ha portato l’Italia a superare la Gran Bretagna e il Canada nella quota di esportazioni mondiali. Il nostro paese ha infatti risalito la classifica dei maggiori paesi esportatori al mondo, passando dal nono ai settimo posto. Sono stati il presidente del consiglio, Romano Prodi, e il ministro del commercio internazionale, Emma Bonino, a presentare i dati sull`andamento del commercio estero. Nei primi sei mesi del 2007 la quota Italia di esportazioni a livello mondiale è cresciuta del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2006. Oltre all`Italia, solo Cina e Germania, tra i grandi esportatori sono riusciti a ottenere risultati positivi. Mentre tutti gli altri, Spagna, Francia, Stati Uniti, Russia, Giappone, Canada e Regno Unito, hanno visto ridursi la propria quota di export mondiale. La classifica delle quote di export mondiale nei primi sei mesi del 2007 è guidata dunque dalla Germania (9,7%), seguono gli Stati Uniti (8,6%), Cina (8,4%), Corea+Singapore+Hong Kong (7,3%), Giappone (5,2%), Francia (4,2%), Italia (3,6%), Regno Unito (3,2%), Canada:,(3,1%), Russia (2,3%) e Spagna (1,8%). Nei primi nove mesi 2007 «le nostre esportazioni sono aumentate dell`11,5% rispetto allo stesso periodo del 2006», si tratta di un incremento di 27,4 miliardi di euro: «E quello che tiene su la nostra economia», ha aggiunto il premier Prodi, esprimendo la sua soddisfazione. «Abbiamo avuto alcuni anni di crisi», ha aggiunto, «il paese era abituato ad affrontare le esportazioni con la svalutazione periodica della lira. Finalmente dopo qualche anno l`industria italiana si è adattata, si è riorganizzata e strutturata». Quanto al sorpasso della Spagna sull`Italia, in termini di ricchezza generale, Prodi ha sottolineato che però sull`export le cose sono diverse: «Riguardo alla Spagna, che è il grande confronto, esportiamo esattamente il doppio. Non si possono far discorsi generici ma si deve entrare nei problemi specifici». E risultato raggiunto, però, non basta: «Noi dobbiamo migliorare molto la nostra bilancia commerciale che è passata da un passivo di 18,7 miliardi di euro del 2006 a un passivo di 7,7 miliardi di euro». Ma «per un paese che importa oltre 50 miliardi di euro di energia è qualcosa di straordinario, perché deve supplire a un problema che non ha precedenti della storia economia, cioè l`aumento dell`energia e di materie prime degli ultimi mesi». Prodi ha quindi assicurato che «la politica di internazionalizzazione rimarrà una delle politiche fondamentali del nostro governo anche in futuro». E lo ha ribadito anche il ministro Bonino: il governo «continuerà a fare la propria parte per fare in modo che così come il 2007 è stato migliore del 2006, almeno per quanto riguarda le esportazioni, anche il 2008 risulti alla fine migliore dell`anno che si sta per chiudere». Il governo, ha aggiunto il ministro, continua comunque «a monitorare con molta attenzione gli sviluppi della congiuntura economica internazionale, tenendo presente l`instabilità finanziaria e i cambi internazionali». Per questo l`esecutivo «intensificherà ancora di più gli sforzi di sistema, l`azione di sostegno alle imprese e la promozione dei nostri interessi a Bruxelles». In particolare, ha annunciato, la Finanziaria 2008 «dà un segno diverso e di cambio di direzione al paese per il commercio internazionale che potrà contare su un aumento delle risorse per la promozione: avremo nel complesso 165 milioni di euro, in incremento del 30%». «L`Italia», ha concluso la Borino, «per le esportazioni non è fra gli ultimi in classifica, ma fra i primi nel mondo. Questo perché facciamo sistema: lavorare insieme non è un optional, ma una necessità». ISTAT, DEFICIT EXTRA-UE DI NOVEMBRE CALA A 575 MLN. Rispetto ai 930 milioni di euro regi strati nello stesso mese del 2006, a novembre, secondo i dati Istat diffusi ieri, il saldo commerciale con i paesi extra-Ue è risultato negativo per 575 milioni di euro. Le esportazioni sono aumentate su base tendenziale dell`8,l%, con una crescita quasi doppia rispetto alle importazioni (+4,7%). Nel periodo gennaio-novembre 2007, il saldo della bilancia dei pagamenti è risultato pari a -14,075 miliardi di euro, a fronte di un disavanzo di 20,885 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. La crescita tendenziale delle esportazioni è stata superiore a quella delle importazioni per il decimo mese consecutivo. Anche su base congiunturale, le esportazioni sono aumentate a novembre (+1,3%) più delle importazioni (+0,3%). Le principali variazioni tendenziali positive delle esportazioni sono state registrate verso i paesi del Mercosur (+29,6%), Russia (+16,3%) e Cina (+10,8%). Variazioni negative, invece, verso Usa (-7,5%), Giappone (-4,8 %) e Turchia (-0,4%). Per le importazioni gli incrementi più consistenti si sono registrati dai paesi del Mercosur (+20%), dai paesi Opec (+16,3%), dalla Cina (+9%) e dagli Usa (+8,1%); le riduzioni hanno riguardato i paesi Eda (le dinamiche economie dei paesi del Sudest asiatico, come Singapore e Taiwan: -12,1%), i paesi Efta (-7,5%) e il Giappone (-6%). Per quanto riguarda i settori di attività economica, a novembre rispetto allo stesso mese del 2006, le esportazioni hanno fatto segnare aumenti tendenziali in quasi tutti i settori di attività economica: i maggiori incrementi per i mezzi di trasporto (+51,6%, dovuto in particolare alla vendita di mezzi di navigazione marittima), i prodotti dell`agricoltura e della pesca (+25,1%), le macchine e apparecchi meccanici (+13,6%), i mobili (+11,5%) e per il legno e prodotti in legno (esclusi i mobili), con +10,4%. Per le importazioni i più elevati aumenti tendenziali fatti segnare da prodotti petroliferi raffinati (+31,9%), mezzi di trasporto (+25,1%), prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+17,2%), carta e prodotti in carta, stampa ed editoria (+ 16%) e dai prodotti dell`agricoltura e della pesca (+15,2%); le riduzioni più rilevanti hanno riguardato invece l`energia elettrica, gas e acqua (-37,9%) e i metalli e prodotti in metallo (-17,5%). È calato, inoltre, il deficit energetico italiano: nei primi undici mesi dell`anno il saldo commerciale extra-Ue è risultato negativo per 43,65 miliardi di euro, un passivo inferiore a quello di 44,895 miliardi segnato nello stesso periodo del 2006.





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