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IL “TETTO” DI PRODI NON IMBARAZZA GLI STILISTI

La Stampa - 24 dicembre 2007 “Gli omaggi alle ministre? Un aiuto per il made in Italy” di Maria Corbi Per questo Natale i ministri potranno continuare ad avere gli alberi di Natale affollati di regali, anche di valore superiore a 300 euro visto che la direttiva moralizzatrice dettata da Prodi inizierà ad avere valore da gennaio e comunque riguarda solo doni ricevuti quando i ministri svolgono la funzione di rappresentanza. Tipo il vaso Ming quando si va in Cina, o un’icona sacra in Russia. Per il resto via libera e tirano un sospiro di sollievo gli stilisti che da qualche anno prediligono le signore della politica come testimonial. Una Giovanna Melandri griffata a «Porta a Porta» vale quanto una Cate Blanchett a Cannes. Ed è per questo che da qualche anno si è intensificato l’invio di accessori e abiti del made in Italy, dalla borsa, allo scialle, alla giacca, al set di valige. Loro, i generosi guru delle griffe, non amano parlare di questo loro lato generoso con il potere anche se in molti spiegano che politiche e ministre sono un pò le ambasciatrici del nostro stile e quindi è giusto che siano ben vestite. Anche se Stefano Dominella di Gattinoni spiega che per loro la cosa importante sarebbe «che le signore ministre si decidessero a partecipare alle sfilate per dare un segnale di attenzione». In attesa che il desiderio si esaudisca Dominella ammette che il sistema moda omaggia spesso le signore della politica, figuriamoci le ministre. «E` normale». Un pò come ai tempi della prima Repubblica quando Anna Craxi e Annamaria De Mita viaggiavano al seguito dei mariti fasciate in creazioni dei grandi stilisti italiani, con una certa preferenza per Fausto Sarli e Raffaella Curiel. E se un tempo ad essere «modaiole» erano solo le signore della destra o le socialiste, oggi anche le pasionarie di Romano Prodi hanno la debolezza del glamour. Dopo anni di «freak» è arrivato anche lo «chic». Solo una è sempre stata griffata, anche nel `68, anche con gli zoccoli e l’eskimo: Barbara Pollastrini, ministro per le pari opportunità, moglie del «banchiere rosso» Pietro Modiano,che ammette candidamente di andare pazza per lo shopping. Al suo braccio pendono borsette Chanel. Una passione che è riuscita a trasmettere anche alla sua amica di Dico Rosy Bindi che ha confessato: «Con quattro taglie in meno ho azzardato anche un Armani». Armani anche per Giovanna Melandri che da qualche anno si è rifatta il look ed entra spesso nelle boutique dello stilista del minimal. E che dire della Bonino eletta da king George tra le donne italiane più eleganti? Lei che alterna giacche etniche comprate nel mercati del terzo mondo a preziose borse Fendi, scoperte grazie all’amica Anna Fendi con cui condivide un progetto per combattere le mutilazioni genitali femminili. Per la signora Fassino nuova vita e nuova immagine, firmata da Susanna Liso, con i consigli dei parrucchiere delle dive Roberto D’Antonio. Insomma politiche benvestite con qualche omaggio nell’armadio. E le borse sono sicuramente i regali più gettonati, perché evitano il problema «taglia». Diego Della Valle adora mandare le sue lussuose «bags». E sono tante le signore che contraccambiano l’interesse sfoggiando spesso le creazioni Tod’s al braccio. Silenzio assoluto dalla maison sulle fortunate ma un aneddoto sulla signora Franca Ciampi che quando riceveva una borsa ringraziava così: «Dite a Diego che non spenda tutti questi soldi...». «Very Tod’s» anche la moglie del ministro Mastella, grandi amici di Della Valle. Per uno stilista «griffare» una ministra o una «moglie di» può essere una buona pubblicità. «Un tempo lo era veramente quando le nostre prime donne erano fedeli, oggi non hanno più la coerenza di adottare solo uno stile» spiega Alberto Terranova, alter ego e socio di Fausto Sarli. Frecciata a Daniela Fini che quando andò a Buckingam Palace si fece vestire da Gattinoni (abito fatto su misura per lei e «prestatole» dalla maison, più sciarpa omaggio e cappotto superscontato). Eccolo un altro must, le famose «tesserane», dal 30 al 50 per cento, che vengono date ai vip e ovviamente alle lady della politica. «Siamo subissati dalle richieste», fa sapere uno stilista. «Ma quando vediamo che una parlamentare inizia a diventare nota gliela mandiamo subito».





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