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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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"SULL'ABORTO TRAPPOLA PER I LAICI LA LIBERTA' DI SCELTA E' IRRINUNCIABILE"

La Repubblica - 5 gennaio 2008 Il ministro radicale Bonino: "La Chiesa faccia campagna per la contraccezione" di Giovanna Casadio Roma - «É un maledetto dejà vu e un trappolone di Ferrara/Ruini/Bagnasco in cui stiamo cadendo tutti...anch'io con questa intervista che è l'ultima che voglio fare sulla questione aborto». Nella sede del Partito radicale c'è un manifesto degli anni Settanta di Emma Bonino che sfila in piazza contro l'aborto, qui nel suo ufficio di ministro delle Politiche europee e del commercio internazionale ha un paio di foto dell'epoca: lei a Brà, arrestata per procurato aborto. E appena tornata dalle vacanze natalizie a Zanzibar. «Ero rilassata» dice. Ora è una furia, Emma la laica, simbolo delle battaglie radicali contro gli aborti clandestini, per l'auto determinazione delle donne, la maternità consapevole. Rispolvera un vocabolario tanto usato quanto dimenticato. E s'infuria contro i «teocret, i teocretini che pare abbiano solo loro valori da difendere», contro questo «paese che si muove guardando lo specchietto retrovisore», contro «Walter Veltoni che nella carta dei valori del Partito democratico dovrebbe prevederne uno, irrinunciabile, la libertà di scelta». Ministro Bonino, iniziamo dalla moratoria: lei si è battuta per quella sulle esecuzioni capitali ma critica la moratoria sugli aborti? «Chi ha lavorato per ottenere la moratoria sulla pena di morte è offeso da questa parodia caricaturale, segno di disonestà intellettuale, di un trappolone di Ferrara, Bagnasco Ruini ecc. Non c'è nessuna emergenza aborto che colpisca la sensibilità degli italiani, la gente ha altre priorità. Ma la classe politica italiana tra un bacio alle pantofole cardinalizie, una visita Oltretevere, un applauso a Ratzinger ha deciso il contrario». L'aborto è un diritto, quindi? Non crede che gli aborti forzati in Cina meritino una moratoria? «Non è l'aborto il diritto, ma la scelta di una maternità consapevole. L'abbiamo sempre saputo che l'aborto è una piaga e l'abbiamo battuto con la 194 e la contraccezione. Facciano la Chiesa e Ferrara una campagna per la contraccezione, questa è la vera moratoria degli aborti. Sulla Cina, non voglio per legge né l'obbligo né la proibizione dell'aborto». Come mai torna lo scontro sull'aborto, secondo lei? «Si vuole incanalare un Paese guardando nello specchietto retrovisore, evidente che si vada a sbattere. E c'è una afonia laica. Il Pd ha un atteggiamento patetico su cui fa leva il trappolone di Giuliano Ferrara. Se ci fosse uno schieramento laico dovrebbe dire: senta, signor Ferrara democrazia e laicità sono sinonimi e noi abbiamo il valore irrinunciabile della libertà di scelta da difendere. Ma questa risposta chiara, rispettosa e ferma non c'è. Ci si avvita, i politici se la cantano e se la suonano e non si avanza di un passo sul testamento biologico, la libertà di ricerca scientifica, la pillola RU486. Gli italiani così vanno in Spagna per la procreazione assistita, in Svizzera per la buona morte. C'è una tecnologia che mi consente di guarire un tumore e un'altra per diagnosticare l'anemia mediterranea, questa seconda però non posso usarla. Ma la piantino! Ratzinger poi, fa l'editorialista in tutti i tg». Si aspettava l'offensiva della Chiesa sull'aborto? «Sì, dal 2001 noi Radicali diciamo che se perdiamo posizioni di laicità, se rinunciamo alle sfide sui nuovi diritti arretriamo. Ai "vaticanisti" non basta mai nulla. La Chiesa deborda perché non ha argini e la gente si disinteressa a un dibattito autoreferenziale». Prodi dovrebbe battere un colpo di laicità? «Il governo non c'entra. L'unica critica sui diritti civili che mi sento di muovere a Zapatero è che non può esserci un'etica di governo». Teme una revisione della 194? «I numeri non ci sono in Parlamento, ma la goccia scava la pietra. Ci vuole una reazione per affermare una regola semplice: rispetta la mia libertà di scegliere e persino di peccare, e persino di sbagliare. Veltroni metta questo principio alla base del Manifesto del Pd». Formigoni annuncia restrizioni negli aborti in Lombardia. «E lo può fare? Mi auguro di no. A secondo del "governatore" mi dicono a quante settimane posso fare l'aborto terapeutico?». Non è disposta a concedere neppure una ragione ai cattolici? «Tutte quelle che vogliono, a patto che non le impongano a me. Io non impongo alla Binetti di divorziare, di abortire, perché lei vuole obbligare me? Qualche modifica alla 194 si dovrebbe fare per renderla meno ipocrita e statalista, consentendo ad esempio di utilizzare tecniche meno invasive tipo la Ru486».





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