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GIU’ IL NUMERO DI INFRAZIONI DELL’ITALIA ALLE NORME UE

Italia Oggi - 9 gennaio 2008 Crollano negli ultimi mesi i procedimenti aperti da Bruxelles di Andrea Battistuzzi Nonostante la minaccia di una procedura di infrazione europea pendente sui rifiuti campani è crollato negli ultimi mesi il numero di provvedimenti in corso contro l`Italia davanti alle istituzioni di Bruxelles. Ad annunciarlo è stato ieri il ministro per le politiche comunitarie, Emma Bonino, che ha presentato i risultati dei primi 20 mesi di legislatura del suo dicastero. L`Italia è scesa cioè sotto soglia 200 infrazioni aperte, posizionandosi a 198 procedure contro il record di 275 trovato dal ministro al suo insediamento. Una soglia in realtà psicologica perché l`Italia resta ancora tra i paesi con maggior numero di richiami avviati dalla Commissione per il mancato rispetto delle norme comunitarie. Al trend è molto positivo», ha detto la Bonino, «ma la pagella non è bella e molto altro bisogna fare». All`elenco potrebbe aggiungersi a fine gennaio proprio la procedura sulle discariche campane (che si deciderà dopo la riunione con le istituzioni europee del 28 gennaio sull`intero pacchetto ambiente) e che aveva già visto avviare a luglio una procedura di infrazione generica sull`applicazione della direttiva rifiuti. «Sarà la Commissione a decidere quali iniziative prendere, oggi però l`emergenza in Campania non è la procedura di infrazione», ha commentato la Bonino secondo la quale ministero e regione fanno a gara di responsabilità sulla vicenda rifiuti. All`abbattimento del numero di infrazioni ha contribuito anche il principio, sancito nella legge comunitaria dell`anno scorso, per cui «chi sbaglia paga», accollando così le multe europee ai soggetti responsabili (perlopiù enti locali). Sanzioni che spesso chiedono rimborsi forfettari ma che possono arrivare a 700 mila euro per ogni giorno di violazione, anche retroattivo. Una battaglia, quella per ridurre le infrazioni italiane davanti alla Corte di giustizia, che ha richiesto un lungo inventario delle cause in corso sulle quali non si avevano nemmeno cifre certe alla fine della scorsa legislatura a guardare i dati del ministero degli esteri e della rappresentanza italiana a Bruxelles. Da ieri invece tutte le procedure in corso sono on-line sul nuovo sito EurInfra, accessibile dal portale del ministero delle politiche comunitarie. A scorrere l`elenco delle violazioni italiane del diritto comunitario si va dalle discariche abusive ai rigassificatori di Brindisi e Rovigo, dagli appalti della BreBe-Mi al Mose, fino alle due procedure in corso per la violazione delle norme sull`influenza aviaria, passando per innumerevoli cause ambientali. Queste ultime sono infatti le norme più violate dalle istituzioni italiane che contano 59 procedure aperte (quasi il 30%) per mancato rispetto o inapplicazione delle disposizioni ambientali europee. Seguono le infrazioni sugli appalti (12% del totale) e sul fisco (11%). Nella pagella italiana migliora inoltre il voto nello scoreboard sul recepimento delle norme comunitarie che vede oggi l`Italia in linea con la media dei 27. Il miglior risultato mai ottenuto dal Belpaese che si toglie così di dosso la maglia nera del diritto comunitario. In vista ora però c`è il recepimento, «niente affatto facile» secondo la Bonino, della direttiva Bolkenstein sui servizi. La riduzione delle infrazioni comporta un «notevole risparmio per l`erario», secondo l`ex viceministro dell`economia, Giuseppe Vegas, che sottolinea però il rischio di un eccesso di regolamentazione nel Vecchio continente, «Forse la produzione normativa europea è un po` eccessiva», ha detto Vegas, «soprattutto perché la regolamentazione deve poi essere digerita dagli operatori economici.





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