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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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SPOT, IL GOVERNO PREPARA LA MOSSA

Milano Finanza - 10 gennaio 2008 Nella legge comunitaria 2008 inserito anche il recepimento della direttiva sulle Tv di Andrea Bassi A Emma Bonino gliene va dato atto. Da quanto è ministro delle politiche comunitarie il tasso di recepimento delle direttive europee (e per contro la diminuzione delle procedure di infrazione) è stato esponenziale. E l’intenzione del ministro radicale sembra essere quella di proseguire su questa strada. Nel prossimo consiglio dei ministri, convocato per domani, Bonino porterà il disegno di legge Comunitaria, quello che dà la delega al governo per recepire nel corso dell`anno le direttive di Bruxelles. Tra queste è stata inserita anche la numero 65 del 2007, la nuova direttiva sulle tv approvata nemmeno un mese fa, l’11 dicembre del 2007 per l`esattezza. Una direttiva importante anche perché fissa i nuovi limiti di affollamento per gli spot pubblicitari. Attualmente in Italia esistono due limiti. Il primo è un limite orario del 18% che vale per spot e televendite. Il secondo è un limite giornaliero che fissa nel 15% l’affollamento pubblicitario per ogni emittente, salvo portarlo al 20% se la tv oltre che ai classici spot trasmette anche le televendite. Secondo il testo della direttiva europea il limite di affollamento orario per «spot pubblicitari e spot di televendita» non deve superare il 20%. Un tetto, insomma, di due punti percentuali superiore a quello italiano, mentre scompare del tutto il tetto giornaliero fissato al 15% dalla precedente direttiva sulle tv. Tradotto significa che se le norme europee fossero recepite così come sono, Mediaset, La7 e tutte le altre tv commerciali potrebbero aumentare il numero di spot per ogni ora. In realtà dipende da come il governo recepirà effettivamente le norme della nuova direttiva nei decreti delegati che dovrà scrivere una volta approvatala legge comunitaria. Per esempio, potrebbe anche decidere di lasciare la soglia del 18% orario includendovi all’interno anche gli spot di televendita. In questo caso chi fa uso di questo tipo di pubblicità vedrebbe ridotto il suo affollamento. Sugli spot l’Ue ha anche aperto una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Roma, infatti, secondo le accuse di Bruxelles, non riuscirebbe a far rispettare nemmeno gli attuali limiti di affollamento pubblicitario. Sullo sfondo, poi, resta sempre il disegno di legge Gentiloni. Le norme del ddl che porta il nome dell’attuale ministro delle comunicazioni, prevedono un tetto del 45% ai ricavi pubblicitari che dunque prescinde dai limiti di affollamento pubblicitario. Non solo. La proposta Gentiloni prevede pure il passaggio di una rete Rai e una Mediaset sul digitale. L’eventuale sanzione all`inottemperanza di questa disposizione sarebbe l’abbassamento al 16% dell`affollamento orario per gli spot.





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