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DUELLO SUL PAPA ALLA SAPIENZA. IL VATICANO: E’ CENSURA

Il Corriere della Sera - 15 gennaio 2008 Bonino contro la visita. Gli studenti di sinistra: azioni di disturbo di Edoardo Sassi Roma - Chiedere che «l’incongruo evento» - così lo avevano definito nella loro lettera al rettore di due mesi fa i 67 scienziati, per lo più fisici, dell’Università La Sapienza - fosse «annullato», è per l’emittente Radio Vaticana un atto di «censura». Ed è su questa definizione e in generale sul tema dell’imminente visita di Benedetto XVI nel primo ateneo pubblico della capitale (giovedì mattina in occasione del 705° anno accademico da inaugurare) che ieri si è scatenata la polemica. Una polemica che tra centinaia di dichiarazioni di politici e intellettuali (compatto il centrodestra nel criticare sia la lettera degli scienziati, sia le manifestazioni annunciate dagli studenti) ha spaccato alcuni dei tradizionali fronti politici, come quello radicale (o ex radicale). Per il ministro Emma Bonino «l’unico che ha la parola mattina e sera è appunto il Papa con i suoi seguaci». Per Daniele Capezzone invece, già segretario dei Radicali italiani e ora deputato del gruppo misto, è «culturalmente misero e politicamente autolesionista il comportamento di quanti elevano proteste o caldeggiano censure per impedire che il Pontefice prenda la parola all’università. Se i laici italiani si riducono a questo, povera laicità». Ieri intanto primo giorno della «settimana anticlericale» indetta dai collettivi studenteschi (area ultrasinistra), i quali sanno bene che non potranno impedire al Papa di parlare (c’è una frangia più estrema che vorrebbe tentare comunque un sit-in più ravvicinato, e non autorizzato, sotto la statua della Minerva) ma annunciano proteste e azioni di disturbo per contestarlo sulle sue posizioni su scienza e diritti civili. Viali e facoltà stracolmi di striscioni «no-pope» e in difesa della laicità del sapere, porchetta antipapista da distribuire a prezzi modici e proiezioni di film come «Galileo» di Liliana Cavani. Questa, a poche ore dal contestatissimo evento, l’atmosfera che si respirava ieri tra aule e vialetti di una cittadella universitaria dove si stanno ripulendo aiuole e rifacendo asfalti dopo decenni. Mentre sul fronte opposto accorate preghiere riparatrici e messaggi tipo «Santità perdona loro...» venivano vergati a penna nell’albo a disposizione nella cappella restaurata. Quella cappella che Benedetto XVI giovedì inaugurerà, e che gli studenti invece vorrebbero sbattezzare a colpi di «vin santo» da aspergere. Primi dettagli organizzativi (dichiarati) per le manifestazioni di giovedì: travestire da drag queen la statua di Minerva e una «Via Frocis» (non Crucis) con 12 stazioni in salsa anticlericale.





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