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ANTIDUMPING, SALTA LA RIFORMA

Italia Oggi - 16 gennaio 2008 di Sabina Pignataro Le regole antidumping dell’Unione europea non si toccano: il commissario Ue al commercio Peter Mandelson ha congelato la sua riforma dopo le proteste di molti stati membri, tra cui l’Italia. «Le discussioni proseguiranno ancora per almeno 30 giorni», ha confermato a Italia Oggi il suo portavoce, Peter Powel, «ma non siamo pronti a prevedere con precisione la data di definizione della proposta». La riforma delle regole, avviata dal commissario britannico nel 2006, era stata criticata da molti perché, secondo indiscrezioni, mirava a impedire l’applicazione degli strumenti di difesa commerciale nei confronti delle imprese europee che hanno delocalizzato al di fuori dell’Ue parte della produzione e a lasciare un eccessivo potere discrezionale alla Commissione europea in materia di antidumping. Quella di Mandelson sarebbe stata una svolta di 360 gradi dal momento che finora le imprese che hanno delocalizzato produzioni nei paesi a bassi costi del lavoro, come la Cina, rischiano dazi punitivi nel caso in cui le importazioni verso l’Europa siano sanzionate a causa delle pratiche sleali. «Alcuni», aveva spiegato Mandelson qualche giorno fa, «hanno sostenuto che in un momento in cui stiamo facendo pressione su alcuni partner come Pechino perché si adeguino alle regole del commercio, non dobbiamo neanche rischiare di dare l’impressione che l’Ue possa abbassare la guardia sulle difese commerciali». Contro questo progetto si sono già pronunciati vari paesi tra cui Italia, Spagna, Francia e Germania. La notizia del congelamento della riforma è stata accolta con soddisfazione dal ministro per le politiche europee, Emma Bonino, che ha definito «giusta» la pausa di riflessione, ribadendo la convinzione «che le esigenze di liberalizzazione del commercio e di internazionalizzazione delle nostre imprese siano interamente compatibili con una tutela attenta e misurata delle realtà produttive europee dalla concorrenza sleale». La proposta avrebbe dovuto essere presentata già a fine novembre, poi Bruxelles aveva posticipato la data a dicembre e infine a gennaio. «Dopo questo ennesimo rinvio, il terzo in meno di due mesi, sembra abbastanza evidente che questa proposta sia ormai finita su un binario morto», ha commentato Gianluca Susta (Pd) membro della Commissione commercio internazionale del Parlamento Ue. Si tratta di una «proposta unilaterale di riforma della Commissione Ue inopportuna e sospetta “fuga in avanti”».





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