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NAPOLI NON CONVINCE L’UE

Il Manifesto - 18 gennaio 2008 Bruxelles si prepara a inviare un secondo richiamo all`Italia, incapace di risolvere la questione rifiuti in Campania. In questa maniera aumenta la pressione dell`Europa sul governo, e non aumenta a caso, ma in vista dell`incontro della Commissione con il commissario De Gennaro previsto per il 28 a Roma. La decisione ufficiale sul lancio del parere motivato, la seconda fase nella procedura di infrazione Ue, verrà presa solo il 30 gennaio, ma ieri già circolava nei corridoi comunitari il che vuol dire una cosa sola: Bruxelles non vuole abbassare la guardia. La procedura di infrazione è iniziata nel giugno scorso per via del mancato rispetto in Campania della direttiva sui rifiuti del 2006. Poi, ad ottobre, oltre a questa accusa l`Italia veniva messa all`indice anche per il degrado della situazione sanitaria ed ambientale nell`area partenopea. A novembre volava a Bruxelles l`allora commissario Alessandro Pansa, quindi, alla vigilia di Natale, il governo inviava agli uffici del commissario all`ambiente Stavros Dimas una lettera di spiegazioni. Tutte manovre che non hanno convinto i funzionari comunitari anche perché da Natale ad oggi la situazione è solamente peggiorata. E pure la nomina di De Gennaro ed il lancio di un piano di emergenza non sembrano in grado di bloccare l`azione della Commissione. Non più tardi di martedì lo stesso Dimas, in un dibattito al Parlamento europeo richiesto dall`opposizione italiana, aveva infatti avvertito: «L`esecutivo comunitario è pronto a prendere ulteriori decisioni legali, se permane l`attuale situazione di violazione della legislazione comunitaria, usando tutte le misure di cui dispone secondo il Trattato, inclusala possibilità di imporre delle sanzioni finanziarie». Dimas aveva valutato positivamente il piano d`emergenza «rappresenta un insieme di misure più ambiziose di quelle prese fino ad ora» - ma aveva anche sottolineato il nodo dei tempi necessari per porre fine all`emergenza, considerati comunque lunghi, e si era dimostrato scettico sulle reali capacità della pubblica amministrazione italiana, visto che in 120 giorni il governo pretende fare ciò che non è riuscito a fare in 14 anni di crisi. Con queste premesse la decisione di salire di uno scalino nella procedura di infrazione appare come una scelta scontata da parte dell`Europa. Dopo la richiesta di un parere motivato, e qualora l`Italia si dimostrasse ancora fuori regola, la Commissione dovrebbe portare il caso dei rifiuti a Napoli fino alla Corte di giustizia del Lussemburgo, dove peraltro giacciono già 18 casi di infrazione che riguardano direttamente Roma nel settore ambiente e tre per i rifiuti. Nel caso di una sentenza negativa allora il governo potrebbe trovarsi a far fronte a una multa che la ministra per le politiche comunitarie Emma Bonino ha indicato in una forbice variabile tra i 22.000 e i 700.000 euro al giorno per ogni giorno in cui la direttiva sui rifiuti non viene rispettata. Per carità, anche la giustizia comunitaria è lenta e per arrivare alla sentenza definitiva ci vorranno anni, ma rimane la minaccia del procedimento, sommata al fatto che l`Italia è già stata condannata ad aprile in via definitiva per l`uso errato delle discariche su tutto il territorio nazionale. Vista la situazione in Campania, ci si può attendere già da aprile la richiesta di multe e quindi il conto potrebbe arrivare molto prima del previsto. Senza scordare la possibilità di bloccare i 300 milioni di fondi strutturali destinati alla Campania per la gestione dei rifiuti, che saranno bloccati fino a che rimane in carica il Commissario.





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