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RIFIUTI, L’UE PRONTA ALLE MULTE DE GENNARO ILLUSTRA IL SUO PIANO

Liberazione - 18 gennaio 2008 di Sabina Morandi Come annunciato dal Commissario per la protezione dell`Ambiente Stavros Dimas, l`Unione europea procede spedita verso l`apertura di una nuova procedura d`infrazione a carico del nostro paese. Il 30 gennaio sarà inviato un nuovo richiamo alle autorità italiane, dopo la lettera di messa in mora recapitata nel giugno scorso per non avere rispettato le direttive comunitarie sullo smaltimento dei rifiuti. Il disastro campano rischia di costare salato perché, oltre a mettere in pericolo i contributi erogati per i progetti legati allo smaltimento rifiuti, ci sono le sanzioni che l`Unione commina quando uno dei p aeri membri viola le legislazioni comunitarie. Come ha ricordato ieri il ministro per le Politiche europee Emma Bonino la Ue potrebbe imporre «multe da 20mila a 700mila euro» per ogni giorno impiegato per mettersi in regola. Bisogna vedere se il neo commissario De Gennaro riuscirà a convincere le autorità europee quando illustrerà il nuovo piano contro l`emergenza ai rappresentanti della Commissione che, fra dieci giorni, verranno a Roma per incontrarlo. Certo, difficile che le misure annunciate ieri possano accontentare Dimas che, nell`aula del Parlamento europeo aveva chiesto all`Italia una «soluzione strutturale». Com’è noto Bruxelles mette inceneritori e discariche all`ultimo posto nella lista delle misure consigliate, una lista rigidamente gerarchica pensata proprio per ridurre al minimo l`impatto sulla salute e sull`ambiente dello smaltimento dei rifiuti: produrne di meno {intervenendo sulle scelte produttive e commerciali), recuperarne il più possibile (attraverso la raccolta differenziata), riciclare trasformando i materiali di scarto in nuova materia o in energia (i termovalorizzatori) e infine smaltire la ciò che resta nelle discariche o negli inceneritori, ma solo come ultima ratio. Una gerarchia basata sul buon senso ma che non viene assimilata dalle italiche menti, .che infatti continuano a confondere inceneritori e termovalorizzatori. Ma in un termovalorizzatore dovrebbe venire bruciato soltanto il materiale da cui si può proficuamente ricavare energia senza inquinare e va quindi preceduto da un`oculata raccolta differenziata, proprio per separare ciò che può essere bruciato per produrre energia da ciò che è meglio non bruciare per non avvelenare l`aria. Nell`inceneritore si brucia di tutto ma, proprio per questo, per l`Ue è equivalente alla discarica - nel senso che comporta un elevato tasso d`inquinamento - e deve essere quindi l`ultima spiaggia sulla quale far sbarcare meno rifiuti possibile. Nel piallo dell`Unità di crisi di De Gennaro, legittimato dall`ordinanza firmata ieri da Prodi dopo un incontro con lo stesso De Gennaro e il ministro dell`interno Amato, non c`è traccia della gerarchia di Bruxelles, Nel disperato tentativo di asciugare l`acqua senza riparare il tubo che ha provocato l`allagamento, va persa l`unica misura immediata che avrebbe potuto dimezzare dall`oggi al domani la mole dei rifiuti che ogni giorno continuano a riversarsi nelle strade campane: costringere immediatamente negozi e supermercati a farsi carico degli imballaggi. Una misura che potrebbe ridurre del40%lamassa dei rifiuti eliminandone fra l`altro la parte peggiore ovvero quella plastica che, bruciando, genera diossina. Peccato che per adottare una misura del genere - avviata da anni in molti paesi europei - bisogna violare il dogma centrale di questo paese: mai far pagare qualcosa alle imprese. Così siamo alle solite discariche per liberare i siti di stoccaggio e gli impianti per la trasformazione dei rifiuti in ecoballe, impianti che «vanno al più presto messi in manutenzione». Cosa questo significhi, a fronte di milioni di ecoballe "sbagliate", che non possono essere bruciate e quindi giacciono accatastate da anni, non è dato sapere. Per il resto niente di nuovo: la scelta di Pianura è ancora in stand-by mentre, con l`aiuto dell`esercito, è stato aperto il sito per il trattamento dei rifiuti di Caivano che potrebbe trattare le prime 980 tonnellate di spazzatura di Napoli, a fronte di una produzione quotidiana di 1.400 tonnellate. Un sito di stoccaggio provvisorio è stato allestito ad Acerra proprio per ospitare 20mila tonnellate di ecoballe provenienti da Calvano, male operazioni sono bloccate da un sitin di cittadini che, chissà perché, non si fidano. Proseguono le spedizioni di rifiuti verso le altre regioni - per ora hanno risposto al `appello Sardegna, Sicilia, Emilia Romagna, Abruzzo e Molise mentre resta aperta l`ipotesi Svizzera che potrebbe accogliere, a caro prezzo, un altro pó di spazzatura. A dissipare i timori di una repressione generalizzata nei confronti dei cittadini che protestano ci ha pensato il vice di De Gennaro, il generale Franco Giannini, che ha garantito che «il concorso fornito dalle forze armate è da intendersi finalizzato a fornire un supporto qualificato ed esclusivamente di natura logistica». Timori risvegliati invece dalla dichiarazione rilasciata da Veltroni al termine di una riunione dei parlamentari campani del Pd che, nel riconfermare il pieno sostegno a De Gennaro, ha detto: «vanno respinti i tentativi di limitarne i poteri conferitigli».





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