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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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PANNELLA: NEL PD UN VETO SU DI ME

Il Corriere della Sera - 4 febbraio 2008 Ma i prodiani premono per l’intesa. La Bindi: prima decidiamo il programma, poi le alleanze di Gianna Fregonara ROMA - Quanto ingombrano i radicali? Tanto in un’alleanza elettorale, a sentire gli ultimi rumors al Loft. Così tanto che il partito di Marco Pannella non compare al momento tra i possibili alleati, anche «tecnici», del Pd alle prossime elezioni. «C’è disinteresse per i temi che abbiamo posto - ammette Pannella – c’è stato un unico incontro tra una nostra delegazione e i vertici del Pd. Ma ci trattano peggio di quanto trattavano i trotzkisti». In realtà il veto del Partito democratico non riguarderebbe tutti i radicali, ma lo stesso Pannella. Emma Bonino è invece considerata un’ottima candidata da Veltroni e Franceschini. «Non penseranno che possa diventare un nuovo Rutelli o un Capezzone», frena subito il leader dei radicali di fronte all’ipotesi che la Bonino si candidi, magari per una specie di diritto di tribuna, nelle liste del Pd, chiudendo così la possibilità di qualsiasi altra ipotesi di accordo. Se il veto fosse confermato, alla fine delle trattative che si apriranno ufficialmente appena il presidente Napolitano scioglierà le Camere, per i radicali la strada sarà in salita e Pannella non se lo nasconde: «Con il centrodestra non andremo, non ci siamo mai andati». E ora che i socialisti (ex Rosa nel Pugno) hanno praticamente già in mano l`accordo con Veltroni, Pannella & c. dovranno trovare qualche altra soluzione. Che la loro esclusione dagli accordi del centrosinistra sia già decisa dal Pd è tutt`altro che pacifico: i prodiani per esempio, da Arturo Parisi in giù, sono molto meno convinti di rinunciare ai radicali. «Intanto vorrei che una decisione su chi sono i nostri alleati venisse presa in una sede appropriata - protesta Rosy Bindi -. Invece leggo che Di Pietro starà con noi, così i socialisti e anche Mussi forse, ma i radicali no. Credo che sia più coerente fare prima il programma e poi decidere le alleanze, non viceversa». E i radicali? «So che le coerenze programmatiche con i radicali sono complicate, ma Emma Bonino al lavoro da ministro è stata più coerente, fedele e leale di altri ministri. Il tema va affrontato senza preclusioni». Molto più sicura che la partita sia già finita è invece la senatrice teocon Paola Binetti: Coerentemente dubito che ci possa essere omogeneità programmatica con i radicali. C’è un rischio che allontanino gli elettori del Pd, ai quali noi dobbiamo invece garantire che sui temi come la famiglia e la vita, che saranno al centro della prossima campagna elettorale, non hanno nulla da temere da noi». E lo sanno molto bene anche a Largo Argentina che la questione bioetica sia molto delicata. Lo hanno detto anche a Veltroni e Franceschini nell’ultimo (e unico) incontro due settimane fa: «Noi vogliamo discutere per creare un rapporto politico su alcuni temi, soprattutto economici - spiega il radicale Marco Cappato -. La questione clericalismo-anticlericalismo non è in questa fase delle alleanze la priorità. Sono fondamentali le riforme economiche invece, che saranno al centro della nostra proposta politica».





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