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EXPO, BRACCIO DI FERRO CON I TURCHI

La Stampa - 5 febbraio 2008 Smirne tenta gli industriali italiani “Se vinciamo, affari d’oro per voi” di Chiara Beria di Argentine Il video di Al Gore che tifa per Milano? Un’idea brillante. Milano è una città molto sviluppata e ricca; il sindaco Moratti è una donna intelligente ed elegante. Siamo amici dell`Italia, il vostro Paese è favorevole al nostro ingresso in Europa ma noi abbiamo più bisogno di voi dell`Expo. Inoltre Milano ha già avuto l`Expo mentre la Turchia e tutta l`area Est del Mediterraneo non hanno mai avuto nulla». Il delegato turco Necil Nedimoglu si lascia andare nelle sale del Museo della Scienza e della Tecnologia. Nella sala delle colonne, intanto, Massimo D`Alema parla in sostegno della candidatura di Milano per l`edizione 2015 dell`Expo davanti a 9 ministri e 200 delegati del Bie (Bureau International des Expositions) in rappresentanza di 94 dei 140 Paesi che, il 31 marzo, dovranno scegliere se assegnare il prestigioso appuntamento a Milano (tema: Nutrire il Pianeta, Energia per la vita) o a Smirne (tema: Nuovi itinerari verso un mondo migliore, Salute per tutti) popolosa città turistica - 3,5 milioni abitanti - sulle coste dell`Egeo. Appoggio bipartisan Dice il ministro degli Esteri: «Milano è la sede ideale per l`organizzazione di un evento che si annuncia eccezionale. Non solo per la capacità di questa città nell`organizzare l`Expo ma anche per la sicurezza..». Fuori dal salone, la delegazione della Turchia - l`ambasciatore M. Bahattin Gursoz, presidente del Comitato per l`Expo, il delegato del Bie, Necil Nedimoglu e Tinc Soyer - è felice di spiegare con parole apparentemente dolci come i lokum perché Smirne meriterebbe la vittoria. Arrivati sabato a Milano con gli altri delegati, i turchi raccontano di aver apprezzato la magnifica ospitalità del sindaco (arte, shopping e cene in maschera) e, ora, partecipano con orientale fair-play alla prima giornata del Forum internazionale «Working together for Food Safety, Food Security and Health Lifestyle» che Letizia Moratti ha aperto non solo calando l`asso di Al Gore ma incassando il plauso per il tema scelto dal presidente del Bie, Jean Pierre Lafon («quello dell`alimentazione è una delle grandi sfide del Pianeta») più l`appoggio dell`economista Jacques Attali, presidente dell`Ong Planete France, l`organizzazione del premio Nobel perla Pace, Muhammad Yunus (Moratti ha annunciato che il Comune di Milano farà da partner per costituire un fondo sul microcredito). In sostanza, con la candidatura di Milano, l`Italia mette a disposizione le sue eccellenze e 52 milioni di euro in favore dei Paesi in via di sviluppo. «Un grande programma internazionale di collaborazione tra Paesi e continenti», dice D`Alema. E sottolinea: «La candidatura di Milano è l`espressione di tutto lo Stato italiano. Ha trovato unito l`intero quadro politico e quando gli italiani sono uniti ottengono grandi successi». Nel Paese diviso, finalmente una sfida bipartisan doc. Per l`Expo si spendono in sala il governatore della Lombardia, Formigoni e il ministro Emma Bonino («la crisi di governo non mette in pericolo né la candidatura di Milano né gli stanziamenti). C`è l`appoggio degli imprenditori (Diana Bracco, a capo di Assolombarda, parla anche a nome del presidente di Confindustria, Montezemolo»); Corrado Passera assicura quello delle banche, Carlo Sangalli della Camera di Commercio. «A nome del compagnero, comandante Ortega e del pueblo nicaraguegno dichiaro che il nostro voto sarà a favore di Milano», annuncia il ministro degli esteri, Samuel Santos Lopez. Applausi, abbracci a «Letizia e Maximo»: anche D`Alema, infine, sorride. Quaranta miliardi Nedimoglu, il delegato turco, non si scompone. Minimizza il ruolo dell`asse con la Corea del Sud che ha sorpreso gli italiani facendo entrare, con diritto di voto, nel Bie altri 42 Paesi, a maggioranza islamici. Rush finale, conteggio dei voti (la Germania e la Cina sono con Smirne, l`Ungheria e il Brasile con Milano). Nell`ultima ora si segnala la caccia aperta dagli italiani alla ricerca di nuove nazioni per evitare la sconfitta. Mr Nedimoglu ha altri progetti («Se vinciamo voglio offrire a Moratti di venire a parlare all`apertura dell`Expo») e ricorda l`incontro, un anno fa, tra Recep Erdogan e Romano Prodi. «S`inaugurava un tratto dell`autostrada Ankara-Istanbul costruita dalla vostra Astaldi. "Se vinciamo noi per le vostre imprese ci sarà più lavoro", ha detto Erdogan. Non era solo una battuta. In infrastrutture per Smirne investiremo 40 billion dollars». Occhio a usare la carta della sicurezza.





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