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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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NOI RADICALI PIU' LEALI CON PRODI E ORA WALTER CI TRATTA DA ZAVORRA

La Repubblica - 9 febbraio 2008 La Bonino: veto inspiegabile, paghiamo la nostra laicità di Giovanna Casadio ROMA - «Potrei candidarmi a premier, vedremo. Di certo non vado in convento. In convento ci va Veltroni...». Emma Bonino non digerisce il veto del Partito democratico ai Radicali. Né esclude una lista Bonino. Ancora sommersa dagli impegni di ministro, la leader radicale ha dedicato buona parte della giornata di ieri a «far saltare le mega tribune tv di Berlusconi, Veltroni e Bertinotti», denunciando «il golpe mediatico di Raiset», Rai e Mediaset. Ministro Bonino, il Pd correrà da solo e anche Berlusconi ha accettato la sfida della lista unica. C'è un nuovo scenario politico. I Radicali sono rimasti spiazzati? «Perché spiazzati? Sono anni che noi invochiamo una semplificazione della politica in senso bipartitico. Certo, le modalità con le quali nel centrodestra leader che fino a ieri si accapigliavano oggi, all'improvviso, decidono di correre sotto lo stesso simbolo, lascia più che perplessi. Nel centrosinistra a me pare inspiegabile che il processo di aggregazione comporti veti o anatemi preventivi». Il Pd non vi vuole: è ormai definitivo? «Ho collaborato con Bersani facendo argine alla sinistra massimalista sulle liberalizzazioni, e improvvisamente mi sento definire "zavorra laicista". Con i miei colleghi del Pd ho lavorato gomito a gomito per venti mesi. Siamo stati i più leali nel governo Prodi. Il nostro impegno da anni è per più liberalizzazioni, più Europa, più qualità del lavoro femminile, meno debito pubblico, rispetto rigoroso della laicità dello Stato e piena attuazione dello Stato di diritto. Sono temi coni quali il Pd ha dei problemi? Insomma, la nostra storia e le nostre idee sono note a tutti, aspetto ancora di sentire le idee fondatrici e il percorso del Pd: sento che lo apprenderemo domani da un convento di Spello». E vero che Veltroni vorrebbe lei in lista, purché Pannella resti fuori? «Mai parlato con Veltroni di questo. Non ho ricevuto nessuna proposta di nessun tipo, però ho messo le mani avanti: l'invito alla fata buona e il "no" all'orso cattivo mi sembrano umilianti per chi li fa. Io ho una lealtà a iniziative politiche che sono la mia storia». Mai pensato di confluire nel Pd rinunciando al vostro simbolo? «Escluso, non siamo accattoni. Piuttosto, la scelta del Pd di lanciarsi in una corsa solitaria verso le elezioni, bocciando il formarsi di una coalizione di forze che si riconoscano in un comune programma riformatore, mi pare contraddittoria. Prima ancora del programma, ci hanno detto: "Voi no". Ripeto, cosa ha distinto noi Radicali e me, da Bersani o Rosy Bindi, se non una sensibilità più accentuata sui temi della laicità e della libertà di ricerca?». Tuttavia siete giudicati incompatibili. Troppo anticlericali? «Non ho forse capito bene qual è l'identità del Pd. E non sono la sola a non avere capito. Se il Pd considera organica al suo programma la posizione sconcertante di alcuni teodem, al limite dell'omofobia, indistinguibile da quella espressa da esponenti del centrodestra, allora una problema di valori non condivisi esiste. Come me vorrebbero saperlo molti elettori. Se il Pd è invece il partito aperto e inclusivo che Veltroni annuncia, allora il problema non si pone perché è possibile un programma nel rispetto delle identità culturali e religiose di ciascuno. In poche parole, se è organica la Binetti e non la Bindi, meglio saperlo. Magari interessa anche alla Bindi. Per il resto, non siamo mangiapreti anarcoidi, reagiamo all'invadenza del Vaticano e pratichiamo il principio della separazione tra Stato e Chiesa». Insisterete con Veltroni per un'alleanza? «Sì, Veltroni dovrebbe motivare il suo veto nei nostri confronti». Altrimenti lei sarà candidato premier di una lista Bonino? «Vedremo, non è escluso».





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