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DIRETTIVE COMUNITARIE, L’ITALIA MIGLIORA MA RESTA IN CODA ALLA CLASSIFICA

Italia Oggi - 15 febbraio 2008 Negli ultimi due anni, l`Italia «ha fatto uno sforzo enorme», ma pur migliorando, il passato pesa ancora e resta, in Europa, l`ultima della classe in quanto a disciplina: in coda nella classifica dei recepimenti delle norme comunitarie e prima, di gran lunga, nelle procedure di infrazione (134). A sottolinearlo è stato il commissario Ue al mercato interno Charlie McCreevy, che ieri ha illustrato le Pagelle dei 27 paesi membri per quanto riguarda in sostanza il loro allineamento alle direttive comunitarie, e nella sua introduzione ha riconosciuto al ministro Emma Bonino che l`Italia «per la prima volta ha superato l`obiettivo dell`1,5% di deficit nel recepimento della normativa comunitaria, arrivando all`1,3%». Nel risultato generale che l`eurocommissario ha giudicato «ottimo» il nostro paese è però l`unico all`1,3%. Altri, come l`Ungheria, il Belgio o Cipro sono all`1,2, mentre 15 stati sono già sotto l`obiettivo dell`1% fissato per il 2009. II paese più virtuoso è la Slovacchia, con solo 9 direttive (il cui termine di trasposizione è già scaduto) da recepire e un deficit dello 0,6%, seguita da Danimarca, Lituania e Lettonia a 10. L`Italia ha-invece un arretrato di 22 direttive (seguita da Cipro e Belgio con 20). Ultima in classifica è invece la Repubblica Ceca con 55 direttive da trasporre e un deficit del 3,4%. Il lavoro italiano degli ultimi sei mesi del 2007 è stato comunque positivo: «La maggior parte degli stati membri», hanno spiegato dalla commissione, «dovranno lavorare più intensamente di quanto fatto sei mesi fa. Solo otto Stati avranno meno da fare», e tra questi c`è l`Italia. Il lavoro non è comunque semplice: entro il 30 aprile dovrebbero essere recepite altre 33 direttive (oltre alle 22 già scadute). Roma è poi prima nella classifica delle procedure di infrazione aperte: 134, appunto, seguita dalla Spagna con 113, dalla Francia con 98 e dalla Germania con 89. I paesi con meno procedure sono invece la Bulgaria (6) e la Romania (7). La media europea è di 49 procedure. Anche qui la commissione ha riconosciuto il lavoro fatto dall`Italia: «è riuscita a ridurre i casi di infrazione di 19 unità negli ultimi sei mesi, ma resta comunque il paese con più casi aperti». La tendenza è comunque positiva, ha detto il commissario europeo: «Questo è un risultato eccellente e sono soddisfatto di vedere che gli stati membri hanno raddoppiato i loro sforzi dall`ultima pagella». Ma se vogliamo che il mercato interno funzioni davvero, ha concluso McCreevy, «le sue regole vanno approvate correttamente e in tempo».





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