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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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>> Il Sole 24 Ore


“PARTENZA IN SALITA, L’EURO PREOCCUPA”

Il Sole 24 Ore - 20 febbraio 2008 Roma - «Il 2007 è stato un anno straordinariamente positivo per il nostro export, che è cresciuto nell'Ue del 9,1% e nei mercati extraeuropei del 10,5%. Ciò ha permesso la riduzione del deficit commerciale, che è sceso da 21,4 miliardi di euro agli attuali 9,5». Il giudizio di Emma Bonino, ministro per il Commercio con l'estero, sui dati diffusi ieri dall'Istat, è largamente positivo. «Se poi consideriamo nel suo complesso il biennio 2006-2007 - osserva - le nostre esportazioni di merci sono aumentate in valori correnti di 60 miliardi di euro. È come se in due anni fosse emersa nell'economia una grande realtà imprenditoriale paragonabile alla Fiat, ma con un fatturato superiore. Un dato su tutti: lo scorso anno ha fatto segnare un surplus del settore manifatturiero dell'Italia oltre quota 50 miliardi di euro. Un tetto che era stato superato solo nel 1996 un'epoca in cui la lira era molto svalutata e la Cina non era entrata ancora da protagonista sui mercati mondiali». Però i dati del mese di dicembre segnalano un peggioramento. È chiaro che alcune nuvole si sentono arrivare e il nuovo anno si preannuncia più difficile per il nostro export, a causa della brusca frenata dell'economia mondiale. Il costo delle materie prime, il forte apprezzamento dell`euro e l'economia mondiale che rallenta sono tutti elementi di preoccupazione. Ecco, perché secondo me, ora più che mai è il momento di rinforzare e continuare a sostenere, come stiamo facendo, le imprese all'estero. La macchina, insomma, non si ferma. Anche se, ovviamente, con l`ordinaria amministrazione tutto è un po` indebolito a livello di contatti di Governo: io non posso accompagnare le missioni, abbiamo disdetto il vertice con l`Egitto, la commissione mista con l`Algeria. Sono i costi, inevitabili,.di una crisi e di una campagna elettorale. Dunque secondo lei è opportuno che anche in futuro, sopravviva un ministero "dedicato" al Commercio con l`estero? Certo. L'unica cosa che spero è che, chiunque guidi il prossimo Governo, ancorché sia necessario un esecutivo snello, a dodici o quanti saranno, si ricordi che in un mondo globale non serve la solita scena degli "accorpamenti". Il mondo non è più quello del 1999 e tornare alla riforma Bassanini dieci anni dopo è davvero il passo del gambero. Ci sono questioni di politica commerciale molto rilevanti come il Doha round o le politiche antidumping e c'è il sostegno alle imprese, da realizzare giorno per giorno. Nell'anno di grazia del 2008 con un sistema produttivo come quello italiano sarebbe un errore rinunciare a una struttura efficace. Perché, cos'ha il sistema produttivo italiano? È un sistema fantastico, ma è composto essenzialmente di piccole e medie imprese, dunque un'iniziativa politica complessiva per l'attività all`estero è essenziale. Non è un caso che colleghi spagnoli e francesi, che in questo momento incontrano forti difficoltà nel loro commercio internazionale, mi stanno chiedendo come avete fatto voi italiani. E io rispondo che c'è stata un'impostazione positiva complessiva del Governo ma c'è stata anche una responsabilità politica più dinamica e "dedicata" dell'Italia. A proposito di efficienza, è vero che sinora non è stato attivato il servizio di controllo interno al ministero? Sarebbe più corretto dire che non mi è stato possibile attivarlo, causa l'eternizzazione delle procedure di "spacchettamento" del ministero. Solo ora il Servizio di controllo interno vede la luce, nonostante la solerzia e l'attenzione spesa dai miei uffici, perché essi poco o nulla hanno potuto nei confronti di un ordinamento che necessita di semplificazioni radicai. Non c'è riforma della Pa possibile se non si riuscirà a semplificare procedure e procedimenti che sembrano istituiti apposta per rendere più lento o inoperante il processo di decisione politica.





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