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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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BONINO E TARADASH, UN'ALTRA SFIDA

Washington. Emma Bonino e Marco Taradash sono stati di nuovo arrestati a New York, e sempre per lo stesso reato: distribuzione non autorizzata di siringhe sterili. Erano appena stati "perdonati" dal tribunale per l'altra volta, quando erano stati arrestati per aver cercato di consegnarne uno stock al sindaco David Dinkins, ma siccome la motivazione del perdono li aveva lasciati insoddisfatti, appena usciti dal tribunale hanno ripetuto il gesto. Alla base della loro protesta c'è il fatto che New York è uno dei pochi Stati dove la vendita delle siringhe sterili non è libera. Per acquistarle occorre una prescrizione medica e questo rende difficile agli eroinomani procurarsele. Conseguenza: l'uso promiscuo delle siringhe ha provocato il diffondersi dell'Aids fra gli eroinomani di New York in una proporzione spaventosa, dal 60 al 70 per cento. Di qui la decisione di compiere (nel novembre scorso) il gesto dimostrativo, il conseguente arresto e il processo che ha avuto luogo ieri mattina. In apertura di udienza lo stesso rappresentante dell'accusa ha chiesto l'archiviazione del caso perchè la parlamentare radicale italiana e il deputato europeo della Lega antiproibizionista avevano distribuito le siringhe "per pubblicità, non per commettere davvero un reato". Immediatamente il loro avvocato ha protestato. Ma come, ha chiesto il giudice propenso a concludere lì il processo. Non vi va bene? E perchè mai? Perchè attraverso questo processo, ha spiegato l'avvocato, "vogliamo dimostrare che la legge che limita la vendita delle siringhe è ingiusta e dev'essere cambiata". Il giudice ha ugualmente deciso di archiviare il caso dicendo che negli Stati Uniti "l'essere processati non è ancora un diritto". Usciti dal tribunale, la Bonino e Taradash si sono appesi al collo due cartelli, si sono armati di una decina di siringhe e hanno ricominciato l'opera di distribuzione. Primo obiettivo: il dipartimento di Sanità. Non riuscendo ad essere arrestati si sono diretti davanti al Municipio. E sono andati a colpo sicuro: hanno offerto siringhe allo stesso poliziotto che li aveva arrestati nel novembre scorso mentre alcuni poliziotti credevano che la parlamentare radicale fosse Cicciolina.





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