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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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>> Europa


UN PARTITO, MOLTE CULTURE

Europa - 26 febbraio 2008 di Federico Orlando Ha ricordato Giuseppe Fioroni che Umberto Veronesi è stato ministro della sanità nel governo Amato e non ha introdotto l`eutanasia né fatto altre opere del demonio. E ha osservato che nove radicali eletti in parlamento su trecento previsti per il Pd non cambieranno la natura del partito. Vedremo domani alla riunione di diversi gruppi cattolici del Pd se questa natura sarà riconosciuta nel partito plurale, delle reciproche tolleranze e della convivenza, implicito nei giudizi di Spero che chi Fioroni e Carra è impegnato e comprovato dalla tradizione popolare e democristiana; oppure se qualche gruppetto, anch`esso di estrema minoranza, metti qualche teodem, pensa a un partito monoculturale dove all`intolleranza seguirebbe la non convivenza. Alla senatrice Binetti mi permetterei di ricordare che anche lei è entrata come minoranza in un partito pluralista già consolidato, la Margherita; e che quel partito (salva t adesione finale di Rutelli all`astensionismo di Ruini nel referendum sulla legge 40), dichiarò liberi i suoi iscritti ed elettori di votare secondo coscienza. Alcuni di loro furono per l`abrogazione della 40, altri per l`astensione. Questo giornale ospitò tutte le opinioni e ne alimentò il confronto, dando prova di un partito pluriculturate, prima che nascesse il Pd. Che la voce di sessanta parlamentari popolari dell`ex Margherita, favorevoli ali autonomia della politica, si sia resa ultimamente fioca, è per l`avvenire del Pd un problema molto più vero che non l’angoscia (ma di chi?) di ritrovarsi compagno di viaggio lo scienziato benefattore Veronesi, che fu "testimoniai" pro referendum così come la Binetti fu "testimoniai" anti-referendum. A me queste "angosce" ricordano quelle di sessant`anni fa, quando nella Dc; nel Pli (e nel sud perfino nel Pci) c`erano i monarchici e i repubblicani, che per qualche tempo si lacerarono le vesti, ma dopo il referendum ripresero a lottare insieme nei propri partiti, per i nuovi problemi. Come quelli sulle lobby e sullo sviluppo, che Mario Monti rimproverava al dibattito politico di trascurare. Spero che uomini e storie impegnati a fondare realtà nuove si conoscano meglio. Fossi la senatrice Binetti, mi toglierei la curiosità di chiedere al suo collega (in uscita dal senato) Valerio Zanone chi era Vittorio Badini Confalonieri, torinese anche lui: apprenderà che era il presidente del partito liberale, succeduto al maledictus (definizione già usata per Spinoza) Benedetto Croce, ed era un ultracattolico subalpino, padre di undici figli. Undici. Vede, senatrice, com’è varia e sorprendente l`Italia? Più indietro negli anni, la senatrice potrebbe sorprendersi scoprendo che l`anticristo di cui trattasi, detto anche filosofo della libertà, nel suo discorso inaugurale dell`assemblea costituente invocò il Veni creator Spiritus: così come due anni dopo fecero a Santa Maria sopra Minerva i cinquecento eletti dc del 18 aprile, a messa conclusa, prima di raggiungere carnera e senato. Perché lo spirito religioso - ha dovuto ricordarlo in questi giorni Marco Pannella, un liberale che "sa di bucato`, come scriveva Montanelli - non è privilegio di una bandiera; ma, mitologie a parte, alberga anche nel più laico degli spiriti laboriosi. Sappiamo che, ciononostante, gli "storici steccati" sono duri a cadere perfino in uomini di eccezionale intelligenza e moralità, quale era il cattolico veneto Guido Gonnella, proprio quello degli Acta Diurna dell` Osservatore romano contro il fascismo: eppure, all`indomani della liberazione di Roma, si oppose alla nomina del filosofo della libertà a presidente della ricostituita Accademia dei Lincei (vedi ultimi saggi del gesuita padre Sale). Vecchissime storie, certo: ma, siccome sono alle origini della nostra attuale democrazia e coloro che oggi realizzano il Pd ne sono figli e nipoti, ogni tanto meminisse iuvabit. In Italia, dove la repubblica democratica ha vinto contro le opposte pretese di una "repubblica socialista" alla Togliatti" e di una "repubblica cristiana" alla padre Lombardi, il risultato fu possibile perché gli elettori e i dirigenti cattolici e non cattolici della Dc furono più forti dei clericali. L`Italia diventò moderna, laica, sviluppata,pluriculturale, occidentale in senso pieno, anche se il revanscismo non ha mai smesso di sognare la "riconquista": come si vide nell`ostracismo alla cultura del Mondo (appena ricordata da Europa) e al partito radicale che osava riproporre conquiste come il divorzio: che da ottant’anni aspettavano nei disegni di legge in parlamento. Fino ad oggi, la "riconquista" è stata impedita grazie anche a quella parte dei cattolici, fortunatamente maggioritaria, che non ha mai confuso tra messaggi evangelici, dogmi della gerarchia, conflitti culturali ed esperienze storiche. La chiave del successo politico dei cattolici nella repubblica sta nel non essere mai diventati il partito del papa. Faremmo bene a ricordarcelo rileggendo i discorsi di De Gasperi dei decennio della sua leadership, 1944-54. Dell`«integralismo cattolico» (così lo chiamava, a pagina 259 dei Discorsi politici, ed, Cinque Lune 1956), diceva: «Sfugge forse anche a taluno di noi che, come politici, veniamo non solo da una dottrina, ma anche da un’esperienza storica: complessa e non sempre logicamente rettilinea. La concezione cristiana della politica conosce de Maistre, de Bonnald, Veuillot, ma veneriamo anche Lecordaire, Montalembert, de Tocqueville che scoprì il duplice senso della Rivoluzione francese (giacobino ed evangelico), come del resto lo illustrò da noi Manzoni e come lo sentirono i neoguelfi del risorgimento, quando, insieme ai liberali, prepararono le nuove costituzioni». Parole che, fossi Veltroni, scolpirei nel salone d`ingresso del loft. Se tutti le leggessero, svanirebbero un po` le "angosce" per la candidatura di Veronesi e per l`accordo con Pannella: perché quello che oggi si tenta di fare tra fede e scienza, liberalismo e socialismo, cattolici e laici, religiosi credenti e religiosi non credenti è soltanto la continuazione (in piccolo) di grandi cose realizzate in due secoli di incontri e scontri tra queste realtà progressive.





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