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ARLACCHI ALLA UE : "FERMATE LA BONINO"

di Stefania De Lellis Se ne erano già dette di tutte i colori Pino Arlacchi ed Emma Bonino. Ma ora la polemica tra lo "zar antidroga" dell'Onu e la commissaria europea con l'anima anti-probizionista diventa ufficiale e sbarca sul tavolo di Jacques Santer. Con una lettera di fuoco, datata 18 marzo, Arlacchi, direttore del Programma delle Nazioni Unite per la lotta agli stupefacenti, ha chiesto al presidente della Commissione europea di prendere provvedimenti contro la Bonino, rea di "aver usato il suo status di Commissaria per sostenere" "con un linguaggio offensivo" "una linea opposta" a quella dell'Ue. La Bonino, raggiunta al telefono a Madrid, ha fatto sapere di non voler commentare la lettera fino alla risposta di Santer, che è attesa per oggi. Nel suo ufficio di Bruxelles, comunque, l'irritazione per l'iniziativa di Arlacchi - nota da mercoledì sera - è tangibile e i suoi collaboratori sono al lavoro per controbattere le accuse invocando i Trattati comunitari e "la libertà di pensiero". A scavare il fossato tra i due italiani arrivati a ruoli top nelle istituzioni internazionali è la diversa opinione riguardo agli strumenti da adottare nella guerra alla droga: Arlacchi ha deciso di puntare sulla riconversione delle colture di oppio, mezzo che la commissaria per i diritti umani ritiene superato e inefficace. Ma la polemica è esplosa soprattutto quando la Bonino ha accusato il professore di trattare con il regime ferocemente misogino dei Taliban di Kabul. "Tra pochi mesi - comincia la lettera inviata da Arlacchi a Santer - si terrà a New York una Sessione speciale dell'Assemblea delle Nazioni Unite sugli stupefacenti. In quell'occasione" verrà approvata una strategia per l'"eliminazione delle colture di droga. La Ue ha svolto un ruolo attivo nella preparazione della Sessione ed è parte del consenso che è emerso. Ma negli ultimi mesi abbiamo assistito con preoccupazione a una campagna di disinformazione sul tema da parte del Commissario Emma Bonino". "È particolamente fastidioso - scrive ancora Arlacchi - che la Bonino dia notizie scorrette". Un esempio? "Ha detto che in Afghanistan l'Undcp (United Nations International Drug Control Programme) ha "riconosciuto il governo dei Taliban" dandogli cospicui fondi delle Nazioni Unite. Falso. L' Undcp si è limitato a stringere accordi ad hoc con le autorità locali soltanto per consentire ai funzionari Onu di lavorare nelle aree di produzione della droga". La chiusa della lettera è ancora più dura. "La signora Bonino usa toni inaccettabili e un linguaggio offensivo". "Vorrei sollevare il problema della compatibilità del comportamento della Bonino con il suo ruolo e le sue funzioni". "Aspetto di sapere come potrà essere corretta questa preoccupante situazione". Stando ad anticipazioni avute da Repubblica, nella risposta di Santer si sottolinea come i membri della Commissione siano responsabili davanti alle istituzioni comunitarie e come i loro comportamenti abbiano come limiti soltanto quanto stabilito dai Trattati europei. Si precisera che non esiste una posizione comune della Ue sulla droga, e come anzi sull'argomento debba essere promosso il dibattito. Non mancherebbe poi anche un polemico accenno al fatto che proprio in questi giorni le Nazioni Unite sono state costrette a ritirare i propri rappresentanti dall'Afghanistan sudoccidentale dopo un'aggressione subita da un funzionario da parte di un dignitario dei Taliban. Parole di sorpresa, infine, per il fatto che la lettera di Arlacchi è stata fatta circolare tra tutti gli ambasciatori europei presso la sede Onu di Vienna.





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