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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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LA DOPPIA CAMPAGNA DI MARCO ED EMMA

La Stampa - 6 marzo 2008 di Marcello Sorgi Avevano detto e scritto: questa volta se ne starà buono, sa che se alza la testa, salta l`accordo e i suoi resteranno fuori dal Parlamento. Invece il vecchio Marco ci ha pensato due giorni e poi è partito con lo sciopero della sete, la più forte delle sue armi non violente, il più pericoloso dei digiuni, che ogni volta lo riduce male, ma costringe sempre ad ascoltarlo. Quanto potranno aspettare Veltroni, Bettini, Franceschini e gli altri capi del Pd, senza andarlo a trovare e cercare di ritrovare un`intesa con Pannella? E quanto potranno rischiare una rottura che stavolta avrebbe il senso di una forzatura basata sulla legge del più forte? Mentre Marco va avanti con il suo sciopero della sete, Emma Bonino e la pattuglia di radicali che hanno fatto l`accordo per entrare nelle Este del Pd ed ora si dichiarano truffati, perché non sono sicuri di avere ottenuto nove posti sicuri come era stato loro garantito, lottano dall`interno. I loro nomi nelle liste ci sono, si tratta di vedere se riusciranno a risalire qualche posizione, riaprendo una discussione interna al Pd che ha già lasciato sul campo molte vittime e molti seguiti sanguinosi. Così, proprio quando sembrava che i radicali fossero arrivati alla loro ultima curva, e l`accordo che, diversamente da quanto concesso a Di Pietro, li ha fatti entrare senza simbolo nelle liste di Veltroni fosse destinato a cancellare presto o tardi la loro identità, si è generata una situazione nuova. Di fatto, ci saranno due campagne del Pr: quella di Marco Pannella fuori dalle liste, e con la sua protesta non violenta, per riaffermare che i radicali esistono e l`espediente che li vede diluiti nel Pd non mette affatto in discussione la loro identità. Anzi lo sciopero della sete e il sacrificio personale del vecchio leader vogliono ricordarla a tutti gli elettori radicali che si sono sentiti traditi dalla rinuncia al simbolo. E quella di Emma e degli otto candidati che dall`interno del Pd faranno di tutto per farsi rispettare, per ridimensionare gli atteggiamenti non proprio amichevoli nei loro confronti, per polemizzare con i candidati cattolici che vivono male la convivenza in lista con gli avversari laici di sempre, e che sotto sotto, come ha scritto «Famiglia cristiana», non sopportano di votare per la Bindi e ritrovarsi a eleggere Borino, grazie al meccanismo delle liste bloccate.





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