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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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UN’ANTIPROIBIZIONISTA A BRUXELLES

BRUXELLES - C'è un'antiproibizionista convinta ed appassionata anche ai vertici dell'Europa. Emma Bonino, l'ex deputato radicale che nella Commissione europea è responsabile per gli aiuti umanitari e le politiche della pesca e dei consumatori, plaude all'iniziativa del Consiglio comunale di Torino ed invita ad allargare l'esperimento. Ma ha anche una fifa matta che tutto finisca sommerso dalle polemiche e dagli insulti. "Occorre molto coraggio - sostiene Emma Bonino, in un'intervista al Messaggero - per andare avanti e per evitare che questa piccola breccia nell'ipocrisia e nel conformismo venga subito colmata. Dobbiamo fare in modo che Torino non diventi, agli occhi dei benpensanti, una città pervertita" D. Cosa suggerisce? R. "Sarebbe un errore limitare l'esperimento alla sola Torino. La città rischia d'essere invasa ogni sera dai tossicodipendenti di Milano, di Genova e di chissà quanti altri posti. il progetto-pilota va difeso, ma soprattutto va esteso. E ciò è possibile a condizione che non lo si seppelisca sotto una valanga di improperi". D. Qual è stata la sua reazione all'annuncio della delibera torinese? R. "Di grande soddisfazione, perché si tratta del primo riconoscimento che le nostre ventennali tesi antiproibizioniste approdano anche a livello istituzionale. Un po' dovunque si comincia a capire che lo strumento più efficace per combattere le droghe è la regolamentazione anche severa e non le sterili crociate repressive". D. Sta di fatto che in Europa la tendenza prevalente è piuttosto quella repressiva... R. “E’ vero, ma qualcuno doveva pur cominciare. Il discorso l'abbiamo avviato noi radicali venendo accusati delle peggiori nefandezze. Adesso, è giusto sia la serissima città di Torino a dire "proviamo un'altra strada"". D. Ma per quale motivo, Chirac, Kohl, e i governi di mezzo mondo si sbagliano tutti? R. "Per puro conformismo o per disinformazione. Ritengono che per proteggere i cittadini basti proibire le droghe. Ciò è completamente falso. Invito a leggere una recente e seria inchiesta del "New York Times" per avere la conferma che la politica proibizionista è un fallimento totale". D. Se è così, perché parlare anche di ipocrisia? R. "Come non capire che proibire dei fenomeni sociali attinenti alla coscienza individuale non ha mai risolto mezzo problema? Basti pensare al divorzio, all'aborto e ancor più alla droga. Il proibizionismo sulla droga è il più pericoloso. Ha come corollario la criminalità internazionale che si organizza intorno a dei profitti enormi, per cui una foglia di coca che, in Tailandia o in Perù, costa come il prezzemolo arriva sui nostri mercati col valore dei diamanti".





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