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“ECCO UNA BELLA VITTORIA DI SQUADRA”

L'Unità - 1 aprile 2008 di Toni Fontana Evviva. Formigoni gongolante, tra Bobo Craxi e Prodi. Il premier raggiante che dispensa sorrisi, D`Alema che fa tardi a una riunione di ministri degli Esteri e ripete soddisfatto, iniziando con una battuta: «Possiamo anche diventare invincibili. Del resto sono due anni che vinciamo, all`Onu abbiamo ottenuto il massimo dei voti sulla moratoria, sui diritti umani, un italiano comanda la Nato a Bruxelles; siamo diventati un osso duro, difficile da battere, i nostri diplomatici hanno stretto una rete di rapporti, l`Italia conta su molti amici. Questa vittoria corona due anni di successi ed ora Milano e l`Italia diventeranno per sette anni un laboratorio che guarda ai paesi più poveri, per tantissimi giovani ci sarà molto da fare». Letizia Moratti preme il tasto verde del telefonino e risponde a Berlusconi che non tarda a farsi vivo. Ma la sindaca, alla quale tutti riconoscono il grande sforzo fatto per strappare la vittoria a Parigi, pare attenta a non guastare il clima di "concordia nazionale". La platea è affollatissima, navigati diplomatici e giovani milanesi avvolti nella bandiera bianca e rossa del capoluogo lombardo, gridano a tutti “bravi, bravi”. E poi il “loggione” milanese incalza: “Letizia, Letizia”. La sindaca parla per ultima, appare emozionata. “Oggi mi sento orgogliosa di essere una cittadina italiana - dice - quando ci mettiamo d`impegno ce la facciamo, grazie a tutti”. Dal fondo applausi e cori che inneggiano alla prima cittadina. Applausi, tanti, per Romano Prodi ieri davvero al settimo cielo. “Una vittoria chiara, bella - dice - abbiamo ottenuto un vantaggio notevole, ma non abbiamo umiliato la Turchia. Siamo partiti in silenzio, i nostri diplomatici, la presidenza del consiglio, le istituzioni locali anno avviato i contatti, abbiamo capito che si apriva un`enorme opportunità, Milano è diventata una città moderna ospitando l`Expo del 1906 ora ha davanti un`altra tappa, un secolo dopo. Per ottenere successi come questi occorre fare un gioco di squadra, unire gli sforzi di istituzioni nazionali, regionali e locali”. Emma Bonino, anche lei protagonista della faticosa maratona e caccia di voti, interviene brevemente e, come D`Alema, ricorda, strappando un forte applauso, la battaglia per la moratoria per la pena di morte, e ripete la formula vincente: buon progetto, gioco di squadra". Ormai è un coro. Anche il governatore Formigoni ripete che “stavolta abbiamo giocato assieme veramente, governo regione e comune erano sul serio dalla stessa parte e tutti abbiamo mostrato nel mondo il volto serio dell`Italia”. Poco prima ci aveva detto che anche per “Malpensa la vittoria di Parigi rappresenta una spinta in più”. Grandi elogi per i diplomatici che D`Alema definisce “un rete” e soddisfazione grande per l`ambasciatore Claudio Moreno che ha guidato il “coordinamento per la candidatura” alla Farnesina e, soprattutto, ha visitato centinaia di capitali dei cinque continenti. Infine gli altri. I capi del Bie avevano fatto intendere, fin dalla visita a Milano a Roma (ottobre 2007) che il progetto milanese era di loro gradimento. Ieri il presidente, il francese Jean Pierre Lafon ha parlato di “bel successo italiano”. In quanto agli sconfitti per loro è davvero un brutto momento. In Turchia è iniziato il processo della Corte Costituzionale chiamata a decidere se i capi, musulmani moderati, hanno violato i principi laici. Per questo erano venuti a Parigi decisi a strappare una vittoria, per guadagnare prestigio ovviamente, ma anche per sfogare le tensioni interne e per iniziare la costruzione di un ponte con l`Europa. Quando è uscito dall`anfiteatro della votazione solo il presidente Abdullah Gul è riuscito a celare il disappunto, mentre i ministri avevano un aspetto disarmante, cupo, addirittura apparivano prostrati e depressi. Un brutto colpo, anche se Prodi e D`Alema hanno fatto il possibile, mettendo l`accento sull`amicizia con Ankara, per non umiliare gli sfidanti e mantenere il confronto su un piano"sportivo". La vittoria porta con sé anche la sconfitta di coloro che avevano accusato di inerzia la nostra diplomazia (Il Giornale), ripetuto che in Italia siamo soliti al "catastrofismo" (Corriere della Sera) quasi che, come è stato scritto, il risultato di Parigi rappresenti un successo di un` Italia "nordista" e laboriosa, contrapposta a quella “dei rifiuti”. Non è così, stavolta la “squadra” ha vinto e, avendola vista all`opera, si può dire che tutto ha veramente funzionato nel modo migliore.





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