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BONINO: “ASCOLTEREMO DI PIU’ LE VOSTRE PMI”

Corriere del Veneto - 5 aprile 2008 Il Pd e l’impresa. Oggi il ministro del Commercio estero è a Padova per un confronto sui temi economici Padova – Da Calearo ai Carraro (Mario e Massimo), gli imprenditori che guardano al centrosinistra attendono questa mattina a Padova il ministro del Commercio Estero, Emma Bonino. Si parlerà di riforme per liberare l’economia e le energie del Paese (alle 10, nella sala Antico Ghetto). Ministro Bonino, quali sono gli argomenti nuovi con cui il Pd si rivolge alle imprese del Nord Est, per vincerne l’atavica diffidenza verso il centrosinistra? “Credo che le imprese attendano dalla politica messaggi chiari e un progetto di governo della società e dell'economia responsabile. Qui c’è una società dinamica, internazionalizzata, attenta ai valori del merito e dell'efficienza. Quello che offrono i candidati del Pd, di cui io con altri radicali siamo "ospiti" condividendo il programma elettorale, è esattamente questo. Una politica delle infrastrutture libera dai condizionamenti della sinistra massimalista, una politica fiscale che riduca progressivamente le aliquote e che possa legare salario e produttività; una semplificazione amministrativa che faciliti i processi di creazione delle imprese. Non mi pare che il centrodestra dia gli stessi messaggi chiari e lineari”. Soprattutto le Pmi del Veneto hanno manifestato più volte la loro ostilità verso le politiche del governo Prodi, soprattutto in materia fiscale: come contate di recuperare il rapporto? “Non credo che le Pmi venete abbiano una ostilità preconcetta verso Prodi né verso la sua politica economica. In materia fiscale, per esempio, non abbiamo innalzato la pressione, ma solo combattuto l’evasione. Penso invece che ci sia un’ostilità nei confronti di una amministrazione dello Stato che troppo spesso è inefficiente, burocratica, poco attenta alle esigenze delle imprese. E' un problema generale che dobbiamo affrontare eliminando i lacci e una massa eccessiva di leggi, semplificando le procedure; poi agiremo, con un bilancio risanato, sulla pressione fiscale, riducendola. Ed infine ascolteremo di più e meglio le Pmi, come abbiamo fatto per la internazionalizzazione”. Che idea si è fatta della scelta di Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica e degli industriali di Vicenza, come capolista del Pd in Veneto: coraggio o azzardo? “Girerei la sua domanda: come mai un imprenditore come Massimo Calearo, al pari di Matteo Colannino o lo stesso Pietro Ichino, hanno scelto di correre nelle liste del Pd? Perché, evidentemente, hanno ritenuto che il progetto politico, le idee, il programma del Pd - e magari le sue liste dove sono presenti anche 9 radicali con le loro storiche battaglie per il mercato e le liberalizzazioni - sono più credibili di quelle del centro-destra per affrontare la modernizzazione dell’Italia”.





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