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ANCHE IL VINO E’ UNA BUFALA

Europa - 5 aprile 2008 Altro duro colpo per il made in Italy. L`espresso pubblica una doppia inchiesta sul settore vinicolo che mette in discussione la purezza del Brunello e segnala la presenza di vino di bassa qualità adulterato. Per Turco e De Castro non ci sono rischi sanitari mentre la Bonino denuncia «il fenomeno dell`intossicazione mediatica». Lo schema è quello della mozzarella alla diossina. C`è un’inchiesta della procura su un prodotto alimentare simbolo dell`Italia, filtrano le prime indiscrezioni ai giornalisti che le pubblicano, l`allarme nella pubblica opinione monta, interviene la commissione europea per avere informazioni, il governo italiano ne fornisce di rassicuranti, l`Europa incassa e ringrazia chiudendo il caso. Purtroppo per l`Italia quello che resta è il danno d`immagine al made in Italy e all`export di qualità, difficilmente calcolabile ma sicuramente doloroso. Basta considerare l`eco mediatica che queste vicende hanno sulla stampa internazionale. La giornata di ieri è stata un calvario infernale per i produttori vinicoli italiani, quasi tutti riuniti al Vinitaly a Verona. Già dalle prime ore della mattinata impazza la doppia inchiesta dell`Espresso che assesta un duro colpo al settore. Il settimanale infatti riporta delle anticipazioni delle indagini delle procure di Verona e Taranto su circa 70 milioni di litri di vino adulterato con acidi e concimi. Ma anche l`inchiesta della procura di Siena che mette in discussione la purezza del Brunello, uno dei più famosi vini italiani, "tagliato" con uve francesi per renderlo più consono ai gusti americani. Due inchieste, è bene precisarlo, molto diverse fra loro: la prima configura un reato che mette in pericolo la salute degli italiani mentre la seconda riguarda solamente una scorrettezza commerciale di alcuni produttori toscani. Infatti è sul caso del. vino adulterato che si concentra l`attenzione della politica e scattano le polemiche. La commissione europea infatti subito interviene per chiedere al governo italiano delucidazioni. E i ministri competenti, in questo caso quello dell`agricoltura De Castro e quello della salute Turco, si attivano per evitare la psicosi. A Bruxelles mandano i primi risultati dei campioni di laboratorio fatti analizzare dalla procura tarantina, i quali evidenzierebbero solamente la presenza di acqua e zucchero nel vino adulterato. Insomma, due sostanze che servono ad "allungare" il vino ma che non provocano rischi per la salute. L`iniziativa dei due ministri soddisfa il commissario europeo alla salute, che prende atto della precisazione e sostanzialmente dà il via libera al vino italiano. Tutta una bufala allora? Non proprio stando a quanto risponde l`Espresso. Il settimanale infatti conferma la bontà e la veridicità del suo operato e rilancia sulla pericolosità della contraffazione. Il secondo caso sollevato dal settimanale invece riguarda il fatto che diverse migliaia di bottiglie del Brunello di Montalcino non sarebbero tali. Nel senso che sarebbero state "annacquate" con il, dieci per cento di uve francesi. Nessun rischio per la salute, quindi, ma un duro colpo per l`immagine di uno dei più pregiati vini italiani, Infatti circa il 60 per cento della produzione di Brunello viene esportata all`estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Germania, per un giro d`affari di quasi 80 milioni di euro. Americani e tedeschi pagano cifre importanti per bere un vino che dovrebbe provenire al cento per cento da uve Sangiovese. Da questo doppio scandalo, che prosegue quello della mozzarella alla diossina, il made in Italy agroalimentare ne esce a pezzi. Secondo la Coldiretti, ad esempio, «i danni sono incalcolabili». «Si mette a rischio - nota l`associazione - il patrimonio di credibilità costruito nel tempo dal vino italiano che ha raggiunto complessivamente un fatturato record di 9 miliardi di euro, 3,2 dei quali attraverso l`export, con quasi il 60 per cento della produzione destinata ai 469 vini nazionali Doc, Docg e Igt». Un patrimonio che il ministro al commercio estero Bonino cerca di difendere, consigliando al suo successore di «fare un giro nelle capitali estere, non per nascondere i fatti ma per raccontare le cose come stanno». L’esponente radicale poi attacca l`Espresso: «Siamo in presenza di un fenomeno di intossicazione mediatica. La sua copertina farà il giro del mondo e metterà in cattiva luce tutto il comparto agroalimentare italiano». Proprio per questo invita tutti gli operatori vinicoli a smentire l`inchiesta del settimanale, «anche dando mandato ai legali per tutelare l’immagine».





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