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I CONSUMATORI AL MINISTERO: “A TUTELA DEL VINO BUONO FUORI I NOMI DEI DISONESTI”

Il Messaggero - 7 aprile 2008 di Francesca Filippi Roma - La quarantaduesima edizione del Vinitaly ha chiuso i battenti ma la nuvola nera pronta ad abbattersi sull`intero comparto resta. Al di là delle due inchieste giudiziarie in corso, una partita da Verona e culminata a Massafra, in provincia di Taranto, l`altra che invece coinvolge la procura di Siena e il celebre Brunello di Montalcino, occorre riconquistare la fiducia dei consumatori, «o la scommessa non si vince», è il timore tra gli operatori presenti fino a ieri a Verona. Dopo la raffica di notizie scandalistiche piovute durante la Fiera hit in Europa, oltre 150.000 visitatori e 33 contatti-business a espositore, il consumatore è sotto choc. «Ora è a rischio l`export del vino soprattutto in Giappone e Germania. Dopo la mozzarella alla diossina, sarebbe un`ennesima tegola pronta ad abbattersi sull`alimentazione made in Italy - afferma Carlo Pileri, presidente dell`Adoc -. Esportazioni a parte, per il consumatore non è facile difendersi. Per questo abbiamo già chiesto al ministero della Salute di conoscere i nomi di quei produttori disonesti: avere la lista delle mele marce è infatti un modo per tutelare le aziende serie e gli stessi consumatori». Per il presidente del Codacons Carlo Rienzi servono più controlli, non solo sul vino ma anche all`interno dei Consorzi «dove ancora non c`è alcuna presenza di soggetti terzi né quella dei rappresentanti dei consumatori. Quindi al momento, la cosa migliore è acquistare vini di media qualità, ma pur sempre di aziende note perché più soggette a verifiche». «Io continuo a bere vino e a mangiare mozzarella di bufala campana Dop - dice Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef - ma occorre una garanzia di qualità che si può avere con maggiori controlli a campione e pene più severe per chi avvelena il settore, reclusione compresa». Consigli utili anche tra gli stand: «Al consumatore va fatto capire che il vino non può costare meno dell`acqua minerale - fa notare Arturo Stopchetti, presidente del Consorzio Soave - quindi occhio al prezzo, non deve essere troppo alto né troppo basso». Resta l`amarezza di Emma Bonino, ministro per il Commercio internazionale e le politiche europee: «La copertina dell`Espresso, per colpire un gruppo di truffatori del Paese colpevolizza e generalizza. E` un messaggio che farà il giro del mondo e i danni saranno incredibili. E` un modo per farci del male da soli».





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