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DROGA: UN CORO DI NO ALLA PROPOSTA FINI

Da Pannella alle associazioni di volonariato, molte le voci contro il disegno di legge per un inasprimento delle pene e la fine della distinzione tra sostanze "leggere" e "pesanti". La Loggia: "Faremo centri di aiuto". ROMA - E' un attentato alla democrazia, un'altra caccia alle streghe contro i tossicodipendenti. Le reazioni al prossimo disegno di legge annunciato da Fini per un giro di vite sul problema droga , con la fine della distinzione fra droghe pesanti e leggere e un inasprimento delle pene per gli spacciatori ha fatto imbestialire i rappresentanti del mondo laico e/o antiproibizionista. E se ieri aveva bocciato il progetto Franco Corleone, presidente del "Forum droghe" oggi sono molti quelli che invocano un passo indietro da parte del Governo, spiegando che il piano del vicepresidente del consiglio non √® altro che un basso ripristino della legge Iervolino Vassalli, bocciata da un referendum nel '93". Il primo fra tutti i critici, non poteva essere altrimenti, √® il leader dei Radicali, Marco Pannella: "Mi sembra che Fini e compagnia abbiano un grande avvenire dietro le spalle. L'avvenire del tandem Fanfani-Almirante sulla droga e anche sul divorzio, l'aborto, la libert√† scientifica. Un grande avvenire di sconfitte e mandate a casa da parte del popolo italiano". I toni della sua intervista al quotidiano La Stampa sono forti. L'abolizione della distinzione fra droghe leggere e pesanti e l'introduzione di una "massima quantit√†" sono due elementi che proprio non vanno gi√Ļ a Pannella. Per questo √® gi√† pronta un'offensiva. "A Vienna - dice - c'√© gi√† Marco Cappato e sta arrivando Emma Bonino. Abbiamo la Lega internazionale antiproibizionista. E 500 parlamentari d'Europa che hanno sottoscritto un invito alla riunione in corso per fare il bilancio dei primi tre anni di guerra contro il proibizionismo. Siamo passati ormai da 4 paesi a 10-12 parlamenti coinvolti sulla nostra posizione". Prova a difendere la posizione dell'esecutivo e ad offrire una diversa lettura delle intenzioni del centrodestra, il ministro degli Affari regionali Enrico La Loggia, proprio su Radio Radicale. "Non credo - ha proseguito La Loggia - che occorra solo la repressione: bisogna fare qualcosa per recuperare questi ragazzi. Non credo sia difficile da realizzare n√© particolarmente costoso: piuttosto faremmo un grande salto in avanti mettendoci all'avanguardia nel mondo". Bisogna, per La Loggia, "creare centri recupero d'eccellenza con il massimo della professionalit√† e dell'assistenza per chi √® vittima della droga, magari con un coinvolgimento delle Regioni". I nuovi spazi sarebbero a disposizione sia di chi √® in carcere - ha spiegato - che merita un trattamento diverso rispetto al normale criminale: la droga talvolta induce a compiere reati che sono pi√Ļ frutto della condizione di tossicodipendenza che non della vera volont√† di compiere il reato stesso". E alla domanda se un partito d'ispirazione liberale come Forza Italia debba autorizzare una invasione cos√¨ forte nelle scelte della persona, la risposta √® chiara: "Il diritto connesso alla libert√† non pu√≤ arrivare al punto di impedire a qualcuno di farsi del male da solo". Luisa Santolini, presidente del Forum delle associazioni familiari - rappresentante di "Quell'area di disagio e sofferenza" come aveva detto Fini riferendosi ai parenti di un drogato - attacca sicura: "Affollare le carceri non serve, l'istituto penitenziario non educa e non aiuta". "Condivido il concetto di prevenzione - ha detto Santolini precisando di voler vedere nel concreto il provvedimento - ma prevenire √® complesso. Significa mettersi a fianco delle famiglie coinvolgendo la scuola e tutte le agenzie educative. E questo non √® mai stato fatto. Se penso al disagio giovanile non penso solo alla droga ma anche alle morti del sabato sera ai sassi dal cavalcavia. Ecco perch√© credo sia importante fare un patto fra forze sociali, istituzioni e famiglie per prevenire quel disagio che si manifesta in tanti modi. Solo cos√¨ il ricorso alla droga pu√≤ diminuire e non aumentare". Voce, invece, molto distante dalla Santolini √® quella di Livio Ferrari, presidente della Conferenza nazionale volontariato giustizia, che dice: "E' indegno ci√≤ che ha in mente Fini, non sa quello che dice. Ancora una volta si pensa a leggi repressive, a mettere in carcere gli altri ma a preservare se stessi dal carcere. Prima di fare qualsiasi affermazione i politici dovrebbero confrontarsi, al di l√† delle scelte ideologiche perch√© su questo tema non tutti la pensano allo stesso modo, con chi si occupa tutti i giorni di queste cose. Il dramma di questo esecutivo √® che non si confronta mai con nessuno o solo con chi la pensa come loro".





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