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FRODI ALLA UE, I PASSI DI ROMA

Il Sole 24 Ore - 25 aprile 2008 Lotta alle illegalità. I consensi di Bruxelles sul nostro sistema di controllo qualificato di Maria Enrica Puoti* L'approfondita analisi di Claudio Gatti in materia di frodi comunitarie richiede delle precisazioni. Come lo stesso Gatti riconosce, il ministro Emma Bonino, in 20 mesi, ha ricostituito il "Comitato antifrode", ha dato avvio al progetto di realizzazione di una banca dati, nonché alla redazione di un manuale operativo dei recuperi, allo studio comparato delle prassi degli Stati membri a cura della Scuola di polizia tributaria della GdF e a varie iniziative per dare più efficacia ai recuperi. Alcuni chiarimenti sulle osservazioni alla circolare del 12 ottobre 2007. Anzitutto il provvedimento è stato emanato da ben cinque ministri e ha ricevuto consensi anche in sede europea, dove è stato interpretato per quello che è: un sistema (finalmente) di controllo qualificato delle segnalazioni. La circolare applica i regolamenti comunitari, per i quali la segnalazione di irregolarità va inoltrata a seguito di una «prima valutazione scritta stilata da una Autorità competente». Qual è la novità? Il verbale di constatazione redatto dagli organi di controllo sarà trasmesso non più direttamente a Bruxelles ma alle autorità decisionali da sempre competenti alla valutazione dei fatti. Così si ottiene il risultato di inviare segnalazioni per casi effettivi, evitandosi l'inutile apertura di posizioni debitorie rivelatesi talora infondate. La circolare, in quanto atto amministrativo e non normativo, non poteva imporre termini, del resto già previsti dai regolamenti comunitari. E' sconfortante che si possa vedere in ciò qualcosa di "surrettizio", tanto più che l'ex alto commissario anticorruzione Achille Serra, nelle conclusioni di un'indagine conoscitiva in materia di fondi comunitari, ha invitato le amministrazioni a valutare l'opportunità di ancorare il momento della segnalazione «a uno stadio più avanzato della procedura interna... sì da garantire di segnalare solo fattispecie degne di attenzione». La necessità di uniformare le modalità di segnalazione ai regolamenti comunitari si rileva dalla recente comunicazione dell'Ufficio europeo antifrode della chiusura di quasi 600 casi per i fondi strutturali, pari a circa 40 milioni di euro, dovuta alla insussistenza di irregolarità o frodi, a segnalazioni riferite a progetti finanziati con risorse nazionali o al totale recupero degli importi. E ciò sai è scoperto grazie all'attività di parifica svolta dal nucleo GdF del Dipartimento politiche comunitarie, con il sostegno dell'Ufficio antifrode della nostra rappresentanza permanente presso la Ue. *Vicecapo di Gabinetto del ministro per le Politiche europee e presidente del Comitato antifrode per delega del ministro





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