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EMMA BONINO: “MANCA IL CIBO, FERMIAMO LA BOMBA DEMOGRAFICA”

Quotidiano Nazionale - 27 aprile 2008 Emma Bonino: “No ai biocarburanti, apriamo agli ogm”. Coldiretti: 74 milioni a rischio in Europa di Nuccio Natoli In Europa il problema alimentare riguarda potenzialmente più di 74 milioni di cittadini che vivono oggi al di sotto della soglia di povertà. Lo afferma la Coldiretti nel commentare la corsa dei prezzi dei generi alimentari. Uno scenario che - sottolinea la Coldiretti deve significare quindi una nuova attenzione per la crescita dell`agricoltura per scongiurare i limiti alla crescita rappresentati dalla scarsità di cibo dovuta all`esplosione dei costi di coltivazione e di allevamento, oltre che al boom della domanda dei Paesi emergenti e agli effetti dei cambiamenti climatici. L`intera Unione Europea - conclude la Coldiretti - è un importatore netto di prodotti agricoli con una bilancia commerciale negativa di circa 6 miliardi di dollari ed è anche il primo importatore di prodotti agricoli dai Paesi in via di Sviluppo, con un valore pari circa a quello di Usa, Giappone, Canada ed Australia messi insieme. Nei giorni scorsi il direttore generale dell`organizzazione delle Nazioni unite per l`alimentazione e l`agricoltura (Fao), Jacques Diouf, ha messo in guardia contro il rischio che l`aumento attuale dei prezzi delle derrate alimentari degeneri in guerra civile in alcuni paesi. Interrogato sull`idea di un Fondo mondiale contro la fame, sul modello del Fondo mondiale contro l`Aids, Diouf ha detto che «è una buona idea da studiare», a condizione che si traduca in risorse addizionali. “I Radicali da trenta anni, inascoltati, parlano di fame nel mondo. Mi fa rabbia che ora diventi un tema attuale solo perché tocca, in modo indiretto, il mondo ricco». Emma Bonino attacca a testa bassa «la miopia dei dirigenti mondiali» e assicura che la fame nel mondo sarà uno dei temi dell`assemblea (2-4 maggio) dei Radicali a Chianciano. «Anche per dare un contributo al vertice mondiale della Fao di giugno». Come ci tocca la fame nel mondo? «Con l`aumento dei prezzi delle materie prime, dal petrolio, al grano, con le spinte migratorie». Qual è il legame? «Il nocciolo è la bomba demografica. Ogni giorno ci sono 80mila nuovi nati. Nel contempo la vita media si allunga. Aggiungiamoci il miglioramento della qualità della vita in vaste aree, tipo Cina e India, e diventa chiaro che siamo di fronte a una crescita demografica destinata a destabilizzare sempre più la situazione». Ossia non c`è nulla da fare? «Noi proponiamo un rientro dolce della bomba demografica» Controllo delle nascite? «Preferisco parlare di pianificazione familiare, di emancipazione femminile. Certo non come è stato fatto in India con la sterilizzazione di massa, o in Cina con le penalizzazioni per il secondo figlio». Chi dovrebbe assumersi il compito di pilotare il «rientro dolce»? «Potrebbe farlo l`Onu, ma oltre a non avere i fondi, tra Bush e il Vaticano l`ostacolo è quasi insormontabile». Per ridurre l`uso del petrolio si ricorre ai biocarburanti. «Una scelta sbagliata come poche. L`Europa l`ha fatta e sarebbe bene che tornasse indietro». Però i biocarburanti hanno minori emissioni nocive. «E` vero, ma per fare il pieno di biocarburante a un Suv si usa una quantità di grano pari al consumo di un uomo per un anno». Quindi che si fa? «Bisogna ripensare tutto prima che sia troppo tardi. Va fatta ricerca su come ottenere carburanti da prodotti non commestibili, come usare le aree residuali per le coltivazioni che non vanno bene per i prodotti destinati all`uomo». Ossia bisogna aprire agli Ogm? «E` un tema da affrontare in modo aperto e senza ideologie preconcette». Quindi la guerra al «cibo Frankestein» è un errore? «Se è ideologico sì, se ci si indirizza alla ricerca seria e accurata no». Lo stesso vale per il petrolio? «Il discorso è in fotocopia. Serve la ricerca sulle fonti alternative, tipo eolico e solare, sull`efficienza e il risparmio energetico, settore in cui l`Italia è molto indietro». E sul nucleare? «Anche qui bisogna andare avanti nella ricerca e partecipare ai consorzi internazionali. Il problema non è costruire una o due centrali nucleari, è partecipare alla ricerca su un nucleare più pulito». In sostanza? «Il tema è molto complesso e si farebbe un errore a pensare che si risolva con soluzioni semplici come i biocarburanti».





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