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"L'IMPEGNO ITALIANO SARA' TOTALE"

Il Sole 24 Ore - 20 maggio 2008 Ringraziamento a Prodi, ma al governo Berlusconi si chiede ancora di più Dallo Stretto di Gibilterra al Pakistan, l`unico nel Grande Medio Oriente a non avere dubbi su George Bush è rimasto lui, Hamid Karzai. «Ho una grande opinione di lui», dice con l`entusiasmo che dev`essere uno stato di natura per chi fa il presidente del martoriato Afghanistan. Convinto che il nuovo Governo Berlusconi «impegnerà totalmente l`Italia» nella stabilizzazione afghana, Karzai ha assistito domenica al discorso d`addio del presidente Usa alla regione. E se gli arabi venuti ad ascoltarlo al World Economie Forum regionale, sono rimasti in freddo silenzio, l`afghano ne è rimasto quasi commosso. «Senza di lui l`Afghanistan sarebbe il più miserabile dei Paesi, occupato dai vicini e dai loro scherani come i talebani e al-Qaida», spiega in un colloquio, in una sala appartata del forum di Sharm el-Sheikh. «Ora siamo un Paese libero. Avrebbe mai potuto vedere un presidente afghano a un forum economico o alle Nazioni Unite?». Ma lei è rimasto l`unico a credere in Bush... Perché qualcuno ci ha salvati. Ora abbiamo 3mila chilometri di autostrade, mandiamo i bambini a scuola, nelle nostre riserve ci sono 3 miliardi di dollari. Però ci sono ancora i talebani. Sono sempre più deboli, come al-Qaida. Dobbiamo distinguere i talebani "cresciuti in casa", studenti islamici nati nelle, nostre aree rurali, nelle loro famiglie, con un senso afghano della dignità e della vita; dobbiamo distinguere questi, con i quali non abbiamo problemi, da quelli nati in Pakistan, lontani dal loro ambiente naturale, vittime dei religiosi e dei servizi segreti. Sono questi uomini, che non sanno nulla di Afghanistan, ad essere usati. Come sono i rapporti con il nuovo Governo pakistano? Ho discusso con loro, qui. Spero ci daranno l`appoggio di cui abbiamo più bisogno. Occorre neutralizzare i santuari (del terrorismo, ndr). In qualsiasi modo: politicamente o militarmente. L`ultimo vertice Nato ha mostrato un`alleanza divisa fra chi combatte e chi no come l`Italia... Ma siete impegnati come gli altri e avete perso uomini anche voi. Diversamente da altri, non combattiamo. Pensa che il nuovo Governo cambierà idea? Silvio Berlusconi s`impegnerà totalmente. Anche se ho incontrato poco fa Romano Prodi e gli ho ricordato quanto siamo grati per quello che già fate per noi. Avete perso moltiuominiper costruire strade in Afghanistan. Grazie mille. La ricostruzione passa anche per la lotta alla corruzione. È un problema serio nel settore dei contratti e sub-contratti, che dipendono dall`aiuto internazionale. Ma anche noi abbiamo un obbligo: dobbiamo fare un Governo più facile e accessibile. E l`oppio? Per fortuna è in declino. L`aumento mondiale dei prezzi delle commodities in qualche modo ha reso vantaggioso per gli agricoltori passare dal papavero al grano. Abbiamo la possibilità di diventare esportatori di frutta e verdura. Sarà il mio argomento principale alla prossima conferenza di Parigi sull`Afghanistan, il 12 giugno. Hamid Karzai va controcorrente anche sull`emergenza alimentare: diversamente dal resto del mondo, per lui l`aumento dei prezzi è più un`opportunità che un problema. Ma per la prima volta, al World Economic Forum si è parlato di crisi alimentare tanto quanto delle tradizionali e insolubili questioni politiche. Anche Hosni Mubarak ha dedicato quasi tutto il suo discorso inaugurale a ricchezza e povertà, fame e sviluppo, anticipando i temi del prossimo vertice Fao di giugno a Roma. Più dell`occupazione israeliana, il presidente egiziano ha criticato il biocarburante che toglie dal mercato parti essenziali della produzione alimentare mondiale. «Perché nessun Paese arabo è autosufficiente», spiega Emma Bonino, unica italiana insieme a Prodi fra gli invitati al summit. «L`Egitto ha interrotto le esportazioni di riso e se lo fa anche il Pakistan, il problema diventa difficile». Una volta tanto a un vertice arabo la questione non è quella palestinese o irachena ma del cibo. In ogni caso sempre un problema.





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