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"FINIAMOLA CON L'OBBLIGATORIETA' DELL'AZIONE PENALE"

Il Messaggero - 3 luglio 2008 Bonino: non si può parlare di diritto in un Paese dove ci sono nove milioni di processi pendenti Roma - La ricetta è semplice, almeno sulla carta; e poi Emma Bonino non è donna da fermarsi davanti alle fatiche. Nemmeno quelle titaniche, come assumersi l`onere di restituire un po` di giustizia alla gente: «E` un`antica battaglia radicale. l`abbiamo chiamata "Giustizia giusta" - dice la vicepresidente del Senato - perchè siamo convinti che non da adesso e non per fatti di cronaca, non si possa parlare di giustizia in un Paese dove ci sono nove milioni di processi pendenti, di cui cinque milioni sul penale e quattro nel civile che mediamente si concludono dopo dieci anni». Da dove si potrebbe cominciare, senatrice Bonino? «Semplice: rivedere la norma costituzionale sull`obbligatorietà dell`azione penale, introdurre la separazione delle carriere; inasprire le norme sulla responsabilità civile dei magistrati. E poi gli incarichi extragiudiziari che vengono assegnati a giudici e pm». Li abolirebbe gli incarichi extragiudiziari? «Sarebbero da abolire, o quantomeno da disciplinare in maniera molto più rigorosa». La questione più importante resta senza dubbio quella dell`obbligatorietà dell`azione penale. «Certo, perchè con milioni di processi pendenti l`obbligatorietà dell`azione penale diventa arbitrarietà dell`azione penale». Qualche magistrato potrebbe non gradire. «Qualcuno sì, qualcuno no. Anche loro non sono tutti tetragoni, soprattutto quando ci si pone l`obbiettivo di risolvere il problema della giustizia. Ci sono varie anime all`interno della magistratura. Ci sono, e sono la grande maggioranza, magistrati che conoscono perfettamente il loro ruolo, che è quello di applicare le leggi e non godere di privilegi. Ripeto, loro devono applicare le leggi e di fronte ad una situazione di sfascio del sistema giudiziario deve essere responsabilità dei politici uscire allo scoperto con un proposta. Non mi pare che siano i magistrati a fare le leggi». La vostra proposta? «Una proposta di legge costituzionale, che modifica l`articolo 112. Si prevede che ciascun Procuratore Generale stabilisca anno per anno le priorità dell`esercizio dell`azione penale nel suo distretto, in attuazione delle linee guida che il ministro della Giustizia deve illustrare in Parlamento con una relazione annuale». Passiamo alla separazione delle carriere. Su questa proposta, probabilmente, troverete una opposizione compatta di giudici e pm. «In passato si sono opposti prima gli uni, poi gli altri, e a volte tutti insieme». Sarà una battaglia dura quella della separazione delle carriere? «Sarà una battaglia difficile per dare una buona giustizia ai cittadini. Per un`amministrazione severa e serena della giustizia nel pieno rispetto dei principi del giusto processo». Il tema della responsabilità civile dei magistrati apre un altro scenario: quello dellariforma della sezione Disciplinare del Csm. Cosa ne pensa? «Guardi, non vorrei sembrare una che vuole mettere la bandierina su tutto, però sull`elezione e sul funzionamento del Consiglio Superiore, avevano fatto in passato proposte molto articolate. Ma ci è stato detto "no" su tutto».





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