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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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"PUNTIAMO TUTTO SULLA QUARTA GENERAZIONE"

Il Sole 24 Ore - 6 luglio 2008 di Federico Rendina Roma - Nucleare subito, o quasi. Il Governo promette la "prima pietra" delle nuove centrali italiane di terza generazione, come quelle che si stanno costruendo in Francia e Finlandia, entro la fine della legislatura. Promessa realistica? «L`esperienza, anche europea, ci dice di no» afferma Emma Bonino, leader di riferimento dei Radicali italiani, ora vicepresidente del Senato con la bandiera del Partito democratico. «L`annuncio del Governo Berlusconi - spiega - ha fatto notizia, ma non credo derivi da una strategia complessiva e ben ponderata. Non considera le modalità operative. Non si preoccupa di definire un`analisi obiettiva su costi e benefici e sulle congruità temporali. Si annuncia la posa della "prima pietra" come se si trattasse di un edificio qualsiasi, senza considerare tutte le condizioni di contorno, comprese quelle di mercato. Non siamo in regime di monopolio, come in Francia. Rischiamo di arrivare a mettere in funzione impianti già obsoleti quando i reattori di quarta generazione saranno quasi pronti, rimanendo niente affatto competitivi rispetto a tutti gli altri Paesi avanzati». Molti scienziati affermano che la ricerca sul nucleare di quarta generazione non può fare a meno di una ripresa dell`attività anche industriale sul nucleare con le tecnologie di oggi. Cosa risponde? Non siamo in regime autarchico. Le nostre imprese sono impegnate in un mercato globale e niente impedisce loro di investire nella ricerca a partire dalle proprie potenzialità. Per quanto riguarda il settore pubblico, si tratta di stabilire dove indirizzare risorse scarse per ottenere i migliori risultati possibili. Se per accedere alle tecnologie del futuro dovessimo percorrere tutte le tappe già seguite da altri, saremmo condannati ad una rincorsa tutta in salita. Ne vale la pena? Sta di fatto che con il referendum del1987 abbiamo perso un treno. Tra i radicali, che quel referendum sostennero, affiora un evidente pentitismo. Pentita anche lei? Più che pentiti, ci sentiamo sconfitti. Dopo la stagione del referendum, del Piano energetico e dell`approvazione delle prime leggi attuative, la politica si è disinteressata di energia. C`è stato un vuoto di scelte strategiche che ha causato le difficoltà di oggi. La dipendenza energetica si è aggravata in tutti i settori, basti pensare ai trasporti. Lì, sì, che di treni ne abbiamo persi parecchi. Nel frattempo l`Enel è di nuovo un gestore nucleare, all`estero. Fa bene o no? Non ho l`abitudine di applicare categorie politiche o morali al mercato. L`Enel è un`impresa e seguirà i criteri del mercato per le proprie scelte. Ciò che mi preoccupa è decidere senza ipocrisie e in trasparenza, visto che le scelte dell`Enel, ex monopolista, riguardano ancora lo Stato italiano. Tutti d`accordo: serve una visione bipartisan. Può essere realisticamente perseguita? Noi ci proviamo. E' proprio questo lo scopo del convegno organizzato venerdì prossimo dai Radicali e da Amici della Terra, che vedrà la partecipazione di personalità che hanno culture ed esperienze diverse, ma disponibili a ragionare. Cominceremo così a mettere sul tappeto alcune domande di fondo che non possono rimanere inevase. Quando ci sono in ballo giganteschi investimenti le prime cose che occorrono sono conoscenza, trasparenza, consapevolezza. Spero proprio di non non trovarmi di fronte, ancora una volta, a scelte pregiudiziali e ideologiche più che politiche. Anche perché un nuovo rinascimento nucleare è inevitabile, si sostiene, per fronteggiare la crisi degli idrocarburi e la fame mondiale di energia. O no? Se fosse così il nucleare non coprirebbe una quota di appena il 6% di approvvigionamento energetico in termini di energia primaria, a livello mondiale. È evidente che la scelta nucleare non è minimamente la panacea ma costituisce solo una minima parte della soluzione al fabbisogno energetico. Allora, di fronte ai suoi costi, i suoi tempi e le altre considerazione, conviene? Risolve? Ecco il tema centrale del nostro convegno di venerdì prossimo.





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