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PERCHE' NON CONVIENE TORNARE LA NUCLEARE

Il Manifesto - 12 luglio 2008 di Guglielmo Ragozzino I parlamentari radicali insieme agliAmici della Terra hanno indetto un convegno su un tema scottante: ┬źRitorno al nucleare. Conviene? Risolve?┬╗ A discutere parecchi esperti, schierati in entrambi i campi. Duplice la bravura dei radicali: hanno consentito una discussione senza preconcetti tra gli invitati, dirigendo i lavori con mano leggera, senza sovrapporre le proprie convinzioni. E hanno proposto un modello di dialogo concreto sui problemi ambientali, invitando esperti in una sede politica. Non hanno nascosto che il nucleare non li convince, ma rifiutando le ┬źideologie┬╗, cio├Ę tutto quello che non si pu├▓ convertire in tonnellate o chilowatt o euro. E` probabile che anche i radicali, abbiano, in fondo, due preconcetti. Il primo ├Ę che un movimento fracassone, sia pure antinuke, come quello ambientalista a loro andasse un po` stretto; il secondo ├Ę che una ripresa del nucleare, inevitabilmente statalista, farebbe retrocedere le liberalizzazione da loro preferite. Comunque oggi, dismessa l`ingombrante presenza dell`antico segretario Daniele Capezzone, nuclearista convinto e attuale portavoce di Forza Italia; ed essendo disperso - almeno apparentemente - il movimento antinucleare, possono rifare capolino sul versante che critica il rilancio atomico che il governo prevede. Sul nucleare civile e sull`uranio se ne dicono e se ne sono dette tante. Si narra per esempio : che alla borsa di Milano, tra gli anni cinquanta e sessanta, fosse quotata al mercato ristretto una societ├á, Miriva, sigla che voleva dire Miniere riunite del Varesotto. Prometteva di scavare e commerciare uranio. Di certo, durante un boom, qualcuno le credette, ma l`uranio non era poi tanto, in terra di Lombardia. In quegli anni, prese nello stesso vortice atomico della Miriva, potenti imprese, pubbliche e private, puntavano sul nucleare civile. Come al solito, agivano all`italiana, dividendo gli sforzi. Primo, nel 1962-63 arriv├▓ l`Eni, che a Borgo Sabotino, presso Latina, costru├Č una centrale molto efficiente, di tecnologia britannica. Pochi chilometri pi├╣ a sud, presso il fiume Garigliano, anche l`Iri , nel 1963, cominci├▓ a costruire il suo reattore, di tecnologia Westinghouse, cio├Ę americana. Intanto al Nord si muoveva Edison. Il suo reattore costruito tra 1964 e 1966 a Trino Vercellese per approfittare delle acque del Po, pass├▓ subito all`Enel, come del resto gli altri. A sua volta l`Enel mise in funzione Caorso, presso Piacenza, ancora una volta sul Po, nel 1981. Quando sei anni dopo cifurono i tre referendum sul nucleare, sulla spinta degli ambientalisti, guidati da Chicco Testa, Caorso era in manutenzione. Il presidente dell`Enel decise di fermare il reattore definitivamente. Un quinto reattore, a Montalto di Castro, sul Mare Tirreno, fu bloccato. Dieci anni dopo, presidente dell`Enel era ormai diventato Chicco Testa che ora dalla Banca Rotschild si batte pro nucleare. Sostiene Testa che anche il nucleare serve per ridurre l`effetto serra e chi lo nega chiede ┬źcarbone, carbone, carbone┬╗ ; ...┬źCerto so anch`io che nemmeno il nucleare pu├▓ ridurre drasticamente il ruolo dei combustibili fossili, ma qualche buon punto di riduzione del loro utilizzo non sarebbe benvenuto?┬╗ Aggiunge Testa che in Italia il nucleare dovr├á essere fatto con i soldi dei privati... Ne sono convinti molti esperti che proprio per questo escludono che si possa fare. Anche Alberto Cl├▓ ┬źnuclearista non fazioso┬╗ mette in luce la contraddizione tra nucleare e liberalizzazioni. Non per niente nel mondo sono in costruzione solo cinque centrali: in Giappone, in Francia, in Finlandia oltre alle due rumene. Se lo stato non paga, nessuno si fa avanti e.centrali non se ne fanno. Servono aiuti di stato, garanzie sui prezzi, sicurezza di monopolio. Cl├▓ lamenta poi che la cultura nucleare si sia dispersa. Nessuno sa pi├╣ fare gli impianti, perfino in Francia, non solo in Italia, soprattutto in Italia. Quando ┬źsenza aver capito il perch├ę, sono diventato ministro, nel 1995 e il manifesto mi attaccava, al punto di `accusarmi` di essere cognato di Prodi ci├▓ che tra l`altro non ├Ę vero - stavo tentando, in modo coperto; di far ripartire un gruppo di eccellenza che conservasse la scienza dell`atomo e la trasmettesse in avanti. Mi hanno scoperto e tutto ├Ę saltato┬╗. Conclude lodando il ministero Claudio Scajola per aver presentato i primi numeri. Solo che se il nucleare arrivasse davvero al 25% del fabbisogno e le fonti nucleari a un altro 25%, due terzi delle centrali termoelettriche in funzione o in progetto dovrebbero saltare. Non servirebbero con tutta evidenza rigassificatori o altre centrali Come mai il governo consente la loro messa in opera ? I radicali hanno invitato al convegno un fisico ed economista dell`energia francese, Bernard Laponche. Questi presenta una relazione assai severa sul nucleare del suo paese. per non citare che una sola tabella, ecco un confronto tra i maggiori paesi d`Europa. Il consumo individuale di petrolio equivalente nel 2007 ├Ę per un cittadino francese di 1,46 tonnellate, per un tedesco di 1,36, per un inglese di 1,33 e per un italiano di 1,31, anche se il nucleare per l`energia elettrica ├Ę in Francia pari all`80%, in Germania al 26%, nel Regno unito del 20% e in Italia zero. Mario Signorino, degli Amici della Terra raccoglie molte delle posizioni che i radicali condividono. La principale contrindicazione in ordine al nucleare non riguarda le scorie e la strategia del loro smaltimento. Egli ritiene infatti che nel tempo questo problema si risolver├á. Diverso ├Ę il problema della sicurezza per gli impianti. ┬źNon accetto il rischio di perdere una parte del territorio nazionale per un incidente┬╗. Ancora pi├╣ grave il problema della proliferazione. Un impianto nucleare ┬ź├Ę la strada pi├╣ semplice per costruirsi la bomba┬╗. E forse si potrebbe anche riflettere sul tema affine dell`uranio impoverito e sul suo uso mortale. Con un tocco di classe, Emma Bonino fa concludere il rappresentante del governo. Questi accusa chi non ├Ę d`accordo di fare ┬źla politica della pancia┬╗ e poi chiede a tutti un atteggiamento bipartisan, cosicch├ę, nella continuit├á d`intenti, chi voglia farlo, possa investire sul nucleare.





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