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CARO POLITICO, DOVE VAISE NON HAI FACEBOOK

Corriere Magazine - 17 luglio 2008 Il social network più cliccato del web conquista i leader italiani. Che sulla scia di Obama usano internet per parlare ai giovani. Ma i falsi sono sempre più frequenti. E già partono le prime denunce. di Marta Serafini Obama ha fatto scuola. Il voto giovani non si conquista ai comizi, nelle scuole, o nei centri sociali. Ma su internet. Il sistema migliore? Facebook, il sito di social network creato nel 2004 dallo studente americano di Harvard Mark Zuckerberg, che ora conta più di 80 milioni di iscritti nel mondo e che è corteggiato dai mostri sacri del web come Google e Yahoo. Così quella vecchia volpe di Barack (1.112.559 iscritti sul network) ha convinto Chris Ilughes, 24 anni, uno dei soci fondatori di Facebook ad abbandonare l`azienda per creare Mybarackobama.com. Iscriversi su Facebook è semplice, chiunque può farlo. Basta fornire le proprie generalità, caricare una foto della propria faccia e il gioco è fatto. Volendo, l`utente nel suo profilo può esprimere anche le sue inclinazioni politiche e religiose. Poi bisogna mettersi a caccia di "friends". Più contatti hai, più sei popolare. Una sorta di sondaggio virtuale, insomma. E c`è già chi urla al controllo e alle infiltrazioni del marketing. In Italia i politici nostrani sono ancora un po` indietro. Ma c`è chi su Facebook si è iscritto. Pioniere del social network Walter Veltroni: 3.300 contatti, una pagina che aggiorna lui stesso con l`aiuto di Marco Laudonio, coordinatore editoriale del sito del Partito Democratico. «L`idea gliel`hanno data le sue figlie Martina e Vittoria» (che, conce tanti ragazzi italiani, passano almeno 20 minuti al giorno attaccate alle loro pagine, ndr). «Spesso mi prendo degli spaventi perché entro nel profilo e vedo che qualcuno lo ha aggiornato. E ho paura che sia stato qualche infiltrato. Invece è Walter». Inizialmente Veltroni si era iscritto, come molti, per ritrovare i vecchi compagni di classe. Poi, ha fiutato "l`affare". Che ha avuto anche conseguenze concrete. «Una ragazza ci ha scritto lamentandosi di aver perso una borsa di studio. Da questo contatto è nata una proposta di legge portata in parlamento», spiega Marco. Il premier Berlusconi non ha una sua pagina personale su Facebook. Ma i suoi supporter hanno creato una sorta di fan club che ha raggiunto quota 4.084 iscritti. Cliccacissimo anche l`Anti-Silvio Berlusconi fan club che vanta 997 membri. Segue Antonio Di Pietro, che con internet smanetta parecchio (ricordate Tonino ai tempi di Second Life?). Lui di friends ne ha 212. E non poteva mancare Pier Ferdinando Casini. Anche lui sul "libro dei volti" ci è finito spinto dalle figlie Benedetta e Maria Carolina e dalla moglie Azzurra Caltagirone: «Si è scelto la foto personalmente (giubbotto di pelle e sorriso da ragazzina. ndr). Si collega tutti i giorni. Noi gli diamo una mano solo per le questioni tecniche», dicono all`ufficio stampa dell`Udc. E zitto zitto, Pier è arrivato a quota 180. Attivissimo anche Enrico Letta con un profilo molto curato. Poi c`è l`eterno outsider Ivan Scalfarotto che su Facebook fa proseliti per legalizzare i matrimoni gay. E anche la Lega non disdegna i nuovi mezzi di comunicazione: c`è il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli (35 amici, tra i quali spicca Borghezio), manca invece il ministro Roberto Maroni, forse troppo impegnato a dare "la caccia" a rom e clandestini per dedicarsi all`on line. FAKEBOOK, I FALSI PROFILI Ma attenzione agli specchietti per le allodole. A volte i profili sono dei fake, dei falsi. Già perché chiunque può iscriversi sfruttando l`identità di qualcun altro. È successo, per esempio, al vicepresidente del Senato Emma Bonino. A suo nome una pagina curatissima, con tanto di contatto e-mail e 324 supporter. Ma lei non ne sa nulla: «Scopro di essere su Facebook ora che me lo dite voi del Corriere Magazine. Ma è una gradita sorpresa. A parte qualche dettaglio, vedo che il sito è aggiornato e con delle belle foto. Ringrazio chi mi ha creato la pagina e vorrei proprio sapere chi è. Anzi, se qualcuno vuole prendere analoga iniziativa su MySpace (l`altro social network, più a sfondo artistico, ndr) sarei doppiamente felice», ci dice Emma Bonino. Cade dalle nuvole pure l`ex onorevole Vladimir Luxuria; a suo nome è nato il fan club "Vladimir Luxuria is the most exciting Member of European Parliament". «Lusingata, ma non so manco accendere il computer», dice. Pake anche per il ministro dell`Ambiente Stefania Prestigiacomo, che ha una pagina con foto in bikini, dedicato "a tutti quelli che quando si parla di belle donne in Parlamento pensano a Stefania Prestigiacomo e non a Vladimir Luxuria". E non poteva mancare il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna: sei diverse pagine (false, ovviamente) fra cui spiccano i profili "Ministro della fantascienza" (con posato decisamente osé) e "Non me ne frega niente che Mara Carfagna ha i peli", con ben 17 iscritti. Nel resto del mondo i falsi hanno già causato qualche guaio a chi li ha creati: in Gran Bretagna settimana scorsa è scoppiato il primo caso di diffamazione per un fake su Facebook. Un uomo d`affari si è rivolto all`Alta Corte di Londra per denunciare un ex compagno di scuola, reo di aver creato un suo falso profilo iscrivendolo a un gruppo gay. E in Marocco, Fouad Mortada, un ingegnere informatico ventiseienne, potrebbe finire in carcere per aver messo ori line un falso profilo del principe del Marocco Moulay Rachid. Già, a volte internet può diventare un boomerang. In "faccia".





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