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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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"PER QUANTO RIGUARDA LE TASSE, TREMONTI VA ADDIRITTURA OLTRE VISCO"

L'Opinione - 22 luglio 2008 di Alessandro Litta Modignani Emma Bonino, radicale, forse il ministro apprezzato dell`ultimo governo Prodi, in questa intervista a l`Opinione è critica sulla manovra di Tremonti e dice che non solo non abbasserà le tasse, ma anzi le alzerà: "Non si tratta di un giudizio ma di un dato ogget tivo. Non a caso si sono registrate vigorose reazioni, sia in Parlamento che sui giornali. Nel Dpef presentato dal governo non solo non si diminuisce la pressione fiscale - tranne, guarda caso, a partire dal 2012, anno di elezioni - ma se ne prevede addirittura un`accentuazione nel 2010". "In campagna elettorale la politica economica del governo Prodi è stata demonizzata - prosegue l`attuale vice presidente del Senato - ma se si legge la parte macro-economica - del Dpef predisposto da Tremonti, si potrebbe tranquillamente pensare che a prepararlo sia stato il suo predecessore Padoa Schioppa". Emma Bonino, più Radicale che mai. Difende a spada tratta il governo Prodi, non salva nulla (o quasi) dell`esecutivo Berlusconi, ma soprattutto ribadisce l`indipendenza del suo partito all`interno del Pd; anche se la diversità di trattamento rispetto a Di Pietro proprio non le è andata giù. Recentemente Lei ha criticato il governo Berlusconi, accusandolo di aver aumentato la pressione fiscale. Su quali dati basa questo giudizio? Non si tratta di un giudizio ma di un dato oggettivo. Non a caso si sono registrate vigorose reazioni, sia in Parlamento che sui giornali. Nel Dpef presentato dal governo non solo non si diminuisce la pressione fiscale - tranne, guarda caso, a partire dal 2012, anno di elezioni - ma se ne prevede addirittura un`accentuazione nel 2010. Questo inasprimento delle tasse è imputabile al governo attuale, oppure si è trattato in qualche modo di una misura obbligata? In campagna elettorale la politica economica dei governo Prodi è stata demonizzata, ma se si legge la parte macro-economica del Dpef predisposto da Tremonti, si potrebbe tranquillamente pensare che a prepararlo sia stato il suo predecessore Padoa Schioppa: gli obiettivi di riduzione del deficit, di ricostituzione dell`avanzo primario e di contenimento del debito pubblico, ricalcano tutti fedelmente quelli della politica rigorosa voluta dal centrosinistra per riportare "a norma" i conti dell`Italia, contro i quali tante critiche ingiuste, quando non sguaiate, erano state mosse a suo tempo. Sulle tasse poi, si va addirittura "oltre Visco", un inasprimento imposto da un governo i cui massimi rappresentanti fantasticavano ben altro in campagna elettorale. Parliamo della cosiddetta "Robin Hood tax" su banche e aziende petrolifere. Come la giudica? E come valuta le reazioni europee? La tassa "Tremonti" mi pare sia stata giudicata non proprio positivamente da molti commentatori, perché è opinabile che le risorse aggiuntive finiscano davvero nelle tasche dei più deboli. Il colpo d`immagine è stato magari efficace, ma quanto agli effetti pratici ho i miei dubbi. E questo in un contesto in cui i tagli a tutta una serie di settori rischiano di penalizzare servizi essenziali per i cittadini. Il governo Prodi, di cui lei faceva parte, si è comportato meglio? Mi citi un provvedimento del governo Berlusconi che lei ha condiviso, e un ministro in carica che lei particolarmente apprezza. Il Governo Prodi aveva ricevuto un`eredità economico-finanziaria pesantissima. Dopo soli 20 mesi di governo effettivo, ha rimesso i conti in ordine facendo annullare la procedura d`infrazione europea. Non mi pare cosa da poco. Del Governo Berlusconi potrei condividere una riforma della giustizia veramente radicale, ma non certo una che vada avanti a colpi di provvedimenti tampone o, peggio, di provvedimenti ad personam come abbiamo visto finora, con magari in aggiunta un ritorno confuso all`immunità parlamentare. Un ministro in carica che particolarmente apprezzo? Direi Maurizio Sacconi, per i primi passi compiuti e per la sua intenzione di muoversi nel solco dell`impostazione complessiva che aveva dato al suo lavoro Marco Biagi, coniugando una visione più dinamica, attenta alla flessibilità dei mercato dei lavoro, con i necessari ammortizzatori sociali. La "ripresina" dell`economia nel 2007 è sostanzialmente dovuta al boom dell`export italiano. Tutto merito Suo, dunque? Merito soprattutto delle migliaia di piccole e medie imprese italiane che hanno deciso di affrontare la sfida della globalizzazione con coraggio e determinazione. Non rintanandosi a casa propria e invocando protezionismi vari, una posizione che aveva trovato una sponda nel precedente governo Berlusconi, ma andando all`estero e conquistando i mercati emergenti, in un contesto concorrenziale particolarmente agguerrito. lo ho semplicemente cercato di fare la mia parte, favorendo con ogni possibile strumento - missioni di sistema, missioni di settore, miglioramento funzionale di Ice e Simest - il processo di internazionalizzazione delle nostre imprese. La Sua iniziativa volta a fare incontrare a Milano le "donne imprenditrici" dell`area mediterranea, che effetti ha sortito? L`incontro di Milano nel marzo 2007 è stato importante, per mettere in contatto tra loro moltissime imprenditrici dell`area mediterranea e dei paesi del Golfo, soprattutto quelle provenienti da paesi dove le donne hanno poche possibilità di comunicare con il mondo esterno. Credo che altrettanto importante sia stato l`incontro di Bari con le imprenditrici dell`area Balcani-Caucaso. Inquesto senso sono stati veramente eventi senza precedenti. Ora sta a loro mantenere in vita questa rete e, da quello che so, ci sono stati numerosi sviluppi, a cominciare da un follow-up di Milano che dovrebbe tenersi in Kuwait e un altro che era previsto in Romania. Adolfo Urso, attuale responsabile dei commercio internazionale, l`ha definita davanti a una platea di imprenditori a Milano "il miglior ministro dei governo Prodi". Che effetto Le fa? I complimenti sono sempre graditi, in particolare quando provengono da qualcuno come Urso che si è trovato nella singolare posizione di essere sia il mio predecessore che il mio successore al Ministero per il commercio internazionale. Qualcuno che parla con conoscenza di causa quindi. Per concludere, una domanda di politica generale. Come si trovano i Radicali nell`alleanza con il PD? Non teme che l`originalità storica della vostra posizione possa finire annacquata e dispersa nella politica veltroniana? Com`è noto, noi avremmo preferito una soluzione diversa da quella che ha poi preso vita. La possibilità che è stata offerta a Di Pietro, quella dell`apparentamento, era la migliore e più ragionevole anche per noi, non tanto per motivi identitari quanto per il contributo politico ed elettorale che avremmo potuto fornire da "esterni «.`Contro di noi c`è stata poi una levata di scudi da parte di molti nel PD, mentre I`Idv veniva messa sul piedistallo. Non aggiungo altro perché il risultato è sotto gli occhi di tutti. Per quanto concerne la nostra storia, ho sempre ritenuto che le preoccupazioni dei nostri compagni più "duri e puri" fossero infondate e che non saremmo finiti "dispersi"nel PD. Mi sembra che il tempo mi stia dando ragione, perché noi siamo sempre qui, uguali a noi stessi, mentre mi pare sia proprio la politica veltroniana ad essersi in qualche modo dispersa.... Aggiungo che non ho mai pensato che la questione di fondo dì una politica lìberale e riformatrice, nel nostro paese, fosse una questione identitaria. Ma appunto, politica.





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