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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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ASSISI CHIAMA PECHINO: “TIBET LIBERO”

L'Unità - 9 agosto 2008 I radicali in piazza con i monaci. Bonino: rispetto per i diritti umani di Andrea Carugati Mentre il mondo guardava a Pechino, loro si sono ritrovati nella piazza del Comune di Assisi, con i monaci, a parlare di diritti umani, del Tibet e delle altre minoranze, etniche e linguistiche, che non trovano pace sotto il governo cinese. Un centinaio, poco più, i manifestanti che hanno risposto all`appello dei radicali (sostenuto dall`Anci, da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, dai socialisti, Articolo 21, dal Pd dell`Umbria) e hanno sfidato il solleone, dalle 11 di mattina fino alle 14, quando ha suonato la grande campana delle Laudi proprio mentre iniziavano i giochi. Le bandiere tibetane sventolavano dal palazzo comunale, mentre sul piccolo palco sono stati accesi dei fumogeni rossi, un`azione che si chiama «Sad Smoking Mountains» e che è stata lanciata nei mesi scorsi proprio in segno di solidarietà al Tibet. «Speriamo che queste campane risuonino nelle orecchie di tanti amici attivisti cinesi, che non ci chiedono di boicottare i giochi, ma di aiutarli ad aprire il loro paese al mondo. E di esserci anche quando i riflettori delle Olimpiadi si saranno spenti», ha detto Emma Bonino. Poco dopo, il sindaco della cittadina umbra Claudio Ricci ha detto: «Qui si accende la vera fiaccola olimpica, quella dei diritti umani». Il sindaco ha fatto due richieste, a nome dei manifestanti: la prima al governo cinese «affinché questa olimpiade si concluda con una stretta di mano con il Tibet»; la seconda agli atleti italiani: «Il primo che vincerà una medaglia ne faccia dono al popolo tibetano». Alla manifestazione hanno aderito i deputati Pd Furio Colombo e Guglielmo Vaccaro. Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni ha mandato un messaggio: «La vostra è una battaglia giusta, non so se sia di destra o di sinistra. Non posso ignorare il dolore di tanti, di troppi». La giornata è iniziata con un seminario su «diritti civili e libertà di religione» cui ha partecipato anche il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino, che ha ricordato le gravi difficoltà dei cattolici in Cina, citando i vescovi carcerati, e ha spiegato che «la Chiesa chiede la libertà di religione per tutte le altre confessioni». Il lama Lobang Phende, in Italia da diversi anni, non ha usato mezzi tennis: «Il mondo ha regalato a questo regime brutale una straordinaria occasione di propaganda». Lucio Malan, senatore del Pdl, ha fatto un paragone con le Olimpiadi del 1936 nella Germania nazista: «Forse stavolta è persino peggio, perché nel 36 il regime fu costretto ad allentare un pò la presa, tanto che parteciparono due atleti ebrei. Insomma, presentarono un`immagine un pò meno brutale». Veronica Melelli, dell`associazione Falun Dafa-Falun Gong (un movimento spirituale che in Cina ha milioni di seguaci), ha ricordato le «persecuzioni» cui sono soggetti gli adepti in Cina. «Ricordiamoci sempre che poco lontano dalle nuove strutture delle olimpiadi si sono campi di concentramento in cui la gente viene torturata». Nella piazza i monaci hanno suonato strumenti tibetani, anche l`inno nazionale. La Bonino ha ricordato anche altre minoranze perseguitate, gli uiguri, musulmani accusati di essere terroristi islamici, e i Montagnard, cristiani. «Non ci facciamo illusioni, la strada che porta allo stato di diritto è difficile, sanguinosa e contraddittoria. Ci vogliono umiltà e pervicacia», ha detto la vicepresidente del Senato. «Lanciamo un richiamo forte alle autorità cinesi. Non vogliamo dare lezioni, ma dopo due guerre mondiali e un genocidio qualcosa abbiamo imparato».





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