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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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BONINO PORTATA VIA DI PESO "MA LO SBLOCCO DELLA NOMINA E' MERITO NOSTRO"

Il Giorno/La Nazione/Il Resto del Carlino - 22 ottobre 2008 I Radicali hanno occupato l'aula di Elena Polidori Portati fuori "di peso". Sollevati, dai commessi, con la sedia su cui si trovavano. Emma Bonino e Donatella Poretti, senatrici radicali, sono uscite così dall'aula di Montecitorio dopo che la seduta era stata sospesa dal presidente Fini proprio a causa dell'occupazione radicale. Bonino la racconta così, appena adagiata dai commessi fuori dall'emiciclo, sedia compresa: "Non sono uscita: io mi sono seduta e sono stata portata fuori. Sono consapevole della gravità dell'atto compiuto, ma non si può sottovalutare neanche la gravità delle scene penose che avvengono in Parlamento", cioè le votazioni a vuoto per eleggere il giudice della Consulta. Certo, "Fini ha fatto il suo dovere, ma questo non significa che in Italia lo stato di diritto goda di buona salute...". Sulla Consulta l'accordo è stato trovato, ma la Vigilanza resta ancora nella nebbia... "E un po’ di merito, se la situazione si è sbloccata, ce l'abbiamo noi Radicali, dopo 500 giorni di denuncia che hanno confermato lo stato di illegalità in cui vivono le istituzioni repubblicane per le scelte dei capi-partito. Noi non ne abbiamo mai fatto una questione di nomi, ma di rispetto delle istituzioni. Perché riteniamo del tutto inaccettabile che questo Parlamento possa continuare a lavorare come se la mancanza del plenum della Corte Costituzionale e l'assenza dell'organo di vigilanza della Rai non costituiscano una gravissima ferita allo stato di diritto in Italia". Pensa che le istituzioni risentano di un clima politico che tende a espropriare il Parlamento delle sue funzioni? "E' un modo di pensare, e di agire, che è stato messo senz'altro in discussione da Berlusconi, su cui pesa anche un aggravante culturale di non poco conto, ma certo non giova che Veltroni vada in televisione a dire, coram populo, che della questione della Vigilanza Rai non gliene importa nulla a nessuno e che la gente ha altri problemi. Poi non si può lamentare se il disprezzo per le istituzioni si fa pensiero collettivo e se la verduraia sotto casa alla fine non va a votare perché tanto è inutile! E comunque, quelle affermazioni la dicono lunga sullo stato della nostra democrazia". Impressionata? "Ovvio che fa impressione!" E sulla vigilanza, proseguirete? "Certo la scelta del nome non ci riguarda perché lo decisono in riunioni alle quali non partecipiamo. Quanto alle possibili azioni, adesso non lo so. Per fortuna l'intuizione della nonviolenza spesso arriva all'improvviso...".





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