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MUTILAZIONI GENITALI, 130 MILIONI DI VITTIME

Il Messaggero - 16 dicembre 2008 di Laura Mattioli Escissione, infibulazione, clitoridectomia. Tre forme cruente di "circoncisione" femminile che colpiscono 130 milioni di donne in tutto il mondo. Menomazioni che segneranno per sempre la loro vita tra sofferenze fisiche, infezioni, dolori atroci durante il parto, oltre a una vita sessuale compromessa. Un fenomeno, quelle delle mutilazioni genitali femminili. di cui si parla pochissimo perch├ę tendiamo a immaginarlo lontano dalla nostra realt├á. Ma non ├Ę cos├Č. il fenomeno ├Ę diffuso anche in Europa. Solo in Italia ci sono circa 25mila donne infibulate, numero che pone il nostro paese al primo posto tra i paesi dell`Ue. A cinque anni dal primo convegno sulla mutilazione genitale femminile (Fgm), riparte dal Cairo la lotta contro una pratica che a tutti gli effetti dovrebbe essere considerata una violazione dei diritti umani. Aperta dalla first lady egiziana Suzanne Mubarak e da Emma Bonino, vicepresidente del Senato e fondatrice di "Non c`├Ę Pace Senza Giustizia", la conferenza "Cairo declaration on Fgm+5", conclusasi ieri sera, ha riunito per tre giorni ministri , parlamentari, rappresentanti delle agenzie Onu, attivisti della societ├á civile di 20 Paesi africani, quelli pi├╣ interessati dalla pratica e che hanno rivestito in questi ultimi anni un ruolo chiave nella battaglia contro le mutilazioni. ┬źDi certo si ├Ę rotto il muro del silenzio, e anche nei Paesi in cui ci sono quelle pratiche, l`argomento non ├Ę pi├╣ un tab├╣ come una volta. Bisogna andare avanti decisi su questa strada - ha dichiarato Emma Bonino -. Passi avanti ci sono se si considera che molti dei Paesi presenti alla conferenza, negli ultimi 5 anni hanno superato tradizionalismi antiquati e riserve mentali di tipo etnico e culturale e hanno cominciato a sviluppare strumenti legislativi e legali per combattere il fenomeno┬╗. Un esempio su tutti proprio l`Egitto, dove lo scorso 10 giugno il Parlamento ha adottato una legge che sanziona penalmente le Fgm. Ma il percorso ├Ę ancora lungo dato che sono almeno 40 i Paesi in cui ├Ę diffusa la pratica delle mutilazioni sessuali sulle bambine: ogni anno, due milioni di piccole vittime vanno ad aggiungersi ai 130 milioni di donne che vivono col marchio di questa ferita. L`Africa sub-sahariana, da est a ovest, ├Ę l`area di maggiore diffusione. Sudan, Somalia, Etiopia e Mali soprattutto, ma anche gran parte dell`Africa occidentale, le zone meridionali della penisola araba, e pi├╣ raramente alcune zone dell`Asia sud-orientale. A questo scenario va aggiunto un fenomeno preoccupante, emerso proprio dalla Conferenza del Cairo: "l`emigrazione mutilatoria", cittadini dei Paesi che hanno proibito per leggete mutilazioni vanno a praticarle nei Paesi vicini dove non sono ancora vietate. Positivo, comunque, il bilancio finale della "Dichiarazione del Cairo" con una linea comune di intesa a livello legislativo, di assistenza e di monitoraggio. Dopo aver analizzato i risultati raggiunti fino a oggi i delegati hanno individuato strategie comuni che portino all`effettiva scomparsa della pratica delle Fgm. I partecipanti si sono impegnati a tenere un incontro nei prossimi 12 mesi. ┬źIl bilancio ├Ę assolutamente positivo - ha riferito Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, presente al Cairo - si sono condivise linee d`azione comuni in termini legislativi, di creazione di modelli di monitoraggio, servizi di assistenza, sul modello delle case rifugio, e iniziative di denuncia forti e coerenti┬╗. I partecipanti, ha continuato, ┬źhanno fatto tesoro di molte delle dichiarazioni e raccomandazioni espresse. L`auspicio - ha concluso Caffo- ├Ę che ora i governi dei Paesi interessati si pongano obiettivi sempre pi├╣ alti per arrivare ad assestare un colpo decisivo nei confronti dell`inconcepibile pratica delle mutilazioni┬╗.





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