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SACCONI: SULLE PENSIONI SI A MODIFICHE PER LA PA

Il Sole 24 Ore - 14 gennaio 2009 di Davide Colombo L`equiparazione dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia tra uomini e donne si farà ma solo per il settore pubblico. Rispettata la scadenza europea con la comunicazione dell`impegno formale all`adeguamento imposto dalla sentenza della Corte di Giustizia, dentro il Governo si precisano le posizioni. E mentre il ministro Renato Brunetta conferma a Radio 24 che in tempi brevi il Consiglio dei ministri potrà adottare la soluzione più idonea, scegliendo tra diverse ipotesi per un allineamento flessibile e graduale, il collega Maurizio Sacconi ribadisce che l`intervento non interesserà in alcun modo i privati. «La sentenza riguarda il settore pubblico e va rispettata» ha detto il ministro dei Lavoro e della Salute, che ieri ha partecipato all`inaugurazione di Pitti Uomo a Firenze. Ma non si andrà oltre, perché solo nel pubblico impiego «anche in presenza di un elevamento dell`età di pensione la donna ha spiegato Sacconi - non corre il rischio di dover a tutti i costi attendere l`età della pensione di vecchiaia in condizioni di disoccupazione, come invece può accadere nel settore privato». Fuori dai settori protetti, insomma, la vecchiaia anticipata continua a garantire per il ministro quel risarcimento capace di compensare almeno in parte le lavoratrici per le disparità spesso subite nelle aziende. A portare avanti l`istruttoria saranno i tecnici della commissione costituita da Brunetta, ma il coordinamento sarà esteso anche ai capi di gabinetto della Pubblica amministrazione e Innovazione, del Lavoro, delle Pari opportunità, dell`Economia e degli Esteri, che con il Dipartimento per le Politiche comunitarie dovranno impostare il testo normativo per il Consiglio dei ministri. I tempi, come detto, sono abbastanza stretti: entro febbraio il confronto con le parti sociali e poi il varo del provvedimento che potrebbe essere inserito nel Ddl comunitario 2009. Sul veicolo legislativo più adeguato per innalzare l`età di pensionamento delle donne della Pa, in effetti, non è stata ancora presa una decisione. Ieri la vicepresidente del Senato, Emma Bonino, ha proposto di accelerare i tempi e integrare le nuove misure nella legge comunitaria 2008, attualmente all`esame di Palazzo Madama. A questo proposito l`esponente dei Radicali ha ricordato che la senatrice del Pd, Francesca Marinaro, ha già presentato un emendamento che chiede di recepire la sentenza della Corte di Giustizia con misure di accompagnamento che assicurino il principio delle pari opportunità e della parità di trattamento: un testo su cui potrebbe convergere un ampio consenso. Se in Parlamento la strada per un`intesa bipartisan sembra, apparentemente, a portata di mano, è con i sindacati che il confronto non si preannuncia semplice. Perla segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso, l`allineamento dei requisiti di vecchiaia «non è una priorità», mentre in sede di confronto con l`Esecutivo dovrebbero essere affrontati tutti i problemi creati dalla crisi economica, a partire da quello occupazionale. In ogni caso la Cgil avverte di non essere pronta a subire «una nuova scelta dirigista» cui è pronta a rispondere «con la mobilitazione dei dipendenti pubblici del 13 febbraio» ha ricordato il segretario della Fp-Cgil, Carlo Podda. Più dialoganti la posizione espresse da Cisl e Uil, che con i segretari Giorgio Santini e Domenico Proietti hanno parlato di «negoziato necessario» e di un adeguamento da concordare «su base volontaria». La volontarietà e la libertà di scelta devono essere i criteri da seguire anche per la segretaria dell`Ugl, Marina Porro, che condivide la visione «risarcitoria» sul pensionamento anticipato delle donne «già penalizzate sul fronte delle retribuzioni e dell`assegno pensionistico».





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