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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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>> La Repubblica Ed. Milano


BONINO: "NOI ABBIAMO VINTO L'EXPO IL CENTRODESTRA RISCHIA DI SPRECARLO"

La Repubblica Ed. Milano - 13 febbraio 2009 di Rodolfo Sala Senatrice Emma Bonino, lei c`era a Parigi, il 31 marzo del 2008, come ministro del Commercio estero: tutti a festeggiare la vittoria di Milano su Smirne, con Letizia Moratti, Pro di, D`Alema. ├ë passato quasi un anno, ma l`Expo ├Ę ferma al palo. Cosa non ha funzionato? ┬ź├ł successo che di l├Č a poco c`├Ę stata un`elezione e Prodi, D`Alema e la sottoscritta se ne sono andati, chi a casa chi all`opposizione. Sto parlando di membri di un Governo le cui divisioni erano spesso e volentieri stigmatizzate dall`attuale maggioranza, ma che, avendo in mente una certa idea dell`Italia, su questa scommessa ha puntato in maniera univoca e coesa. Abbiamo investito tempo e risorse convinti che l`Expo rappresentasse una grande occasione per Milano, che pure era amministrata dall`opposizione dell`epoca, e per tutto il Paese. E difatti i nostri sforzi sono stati premiati. Dopo la nostra partenza, evidentemente, si ├Ę perso questo spirito di squadra per far posto a diatribe per lo pi├╣ indecifrabili per l`opinione pubblica┬╗. Intanto tra Milano e Roma, in nome della pesante crisi economica, fa capolino il partito della rinuncia, o quantomeno di un forte ridimensionamento dell`Expo rispetto al progetto presentato al Bie. Ne ha parlato per primo su Repubblica Vittorio Gregotti, lei che cosa ne pensa? ┬źSe contassi qualcosa in questa faccenda non m`iscriverei al partito della rinuncia. Ma, com`├Ę noto, il litigio ├Ę tutto interno allo schieramento maggioritario, quindi obiettivamente posso poco. N├ę mi sembra prudente contare sull`operosit├á lombarda o sui guizzi dell`ultima ora, anche perch├ę abbiamo il Bie che ci soffia sul collo. Penso invece che, volendo, ci sia ancora modo di rimettersi in carreggiata subito. Ma il tempo stringe, ├Ę innegabile┬╗. Anche perch├ę la societ├á incaricata di gestire l`operazione 2015 (Soge) none ancora operativa, soprattutto peri litigi tra Letizia Moratti, che avrebbe voluto il suo braccio Glisenti come amministratore unico, e il ministro Tremonti. Chi ha ragione? ┬źDubito che i litigi siano dovuti solo alla questione Glisenti. E credo che ci siano altri attori presenti sulla scena che hanno dato un contributo pi├╣ che attivo al nulla di fatto che abbiamo sotto gli occhi...┬╗. ├ë anche questione di soldi: la Soge solo adesso sta cominciando a essere ricapitalizzata con le quote di Comune, Provincia e Regione, e con i quattro milioni che arriveranno del Tesoro... ┬źDirei che i soldi sono la questione centrale. Chi tiene in mano i cordoni della borsa legittimamente vuol dire la sua. Sommessamente ricordo, per├▓, al detentore dei cordoni medesimi, che i soldi non sono suoi, sono soldi pubblici. Quindi ├Ę urgente avere un atteggiamento costruttivo, magari mettendo fine alla politica della "sedia vuota" nel Cda della Soge, visto che vi rappresenta il 40 per cento┬╗. Poi c`├Ę il capitolo infrastrutture: mancano ancora due miliardi dal governo: il sottosegretario Castelli dice che ci sono, ma non se ne vede traccia: si pu├▓ partire lo stesso? ┬źBisogna fare di necessit├á virt├╣: verificare quanto si ha e pianificare conseguentemente. Quello che non si pu├▓ fare ├Ę una politica del stop and go┬╗. Un`altra ipotesi che circola ├Ę il commissariamento della Soge, l`arrivo di un commissario straordinario da Roma investito di pieni poteri. Magari per gestire un Expo in tono minore. Ipotesi realistica? ┬źNella mente dei teorizzatori del commissariamento c`├Ę, oltre l`idea di far fuori la Moratti, il fatto che verrebbe meno l`obbligo di gare pubbliche per gli acquisti di beni e servizi, magari in deroga alle norme sulla trasparenza. Una politica deleteria del tanto peggio, tanto meglio┬╗. Che cosa si dovrebbe fare per rilanciare la pratica Expo dopo questa falsa partenza? ┬źIl governo deve fare chiarezza rapidamente - perch├ę il conto alla rovescia ├Ę partito da tempo sulle risorse disponibili e mettersi attorno al tavolo con gli altri aventi diritto per decidere il da farsi. Senza dimenticare di fare un passaggio a Parigi per informare il Bie, che deve essere abbastanza allucinato dallo spettacolo che stiamo dando┬╗.





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