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>> Il Corriere della Sera


"NOI EUROPEI NON CEDEREMO ALL'EGOISMO"

Il Corriere della Sera - 31 marzo 2009 In una crisi economica di questa portata l'Europa dovrebbe dare il meglio di sé. I deboli dovrebbero essere protetti dai forti. I forti, a loro volta, dovrebbero indicare la strada di una strategia europea comune. Fino a ora, però, l'Europa non è stata all'altezza dell'occasione: non ha ancora usato questa crisi per promuovere soluzioni comuni ai problemi globali. Al contrario, all'avvicinarsi del G 20, le divergenze acuitesi col peggioramento della situazione finanziaria rischiano di minare ciascuno dei tre grandi progetti europei degli ultimi 50 anni. Sin dalla fine della Seconda guerra mondiale, l'Europa ha goduto di pace e prosperità come mai prima. Ciò si deve soprattutto alla creazione del mercato interno europeo, che ha integrato le economie dei differenti stati membri in una comunità basata sulla libertà di movimento di persone, capitali, beni e servizi. Ma le regole di concorrenza che tengono insieme il mercato interno rischiano di venir travolte da aiuti di Stato varati con esclusiva attenzione all'interesse economico nazionale di più corto respiro. La crisi finanziaria ha messo chiaramente in luce le virtù del secondo grande progetto europeo, la creazione di una moneta comune. Senza la quale alcuni Stati membri della zona euro avrebbero potuto trovarsi in difficoltà molto maggiori. Ma è anche emerso quanto il progetto dell'euro sia ancora incompiuto: ha una banca centrale, ma non ha un`I`esoro centrale e la supervisione del sistema bancario è lasciata alle autorità nazionali. La mancanza di solidarietà all'interno dell'eurozona, o con i nuovi stati membri del mercato interno, potrebbe tradursi in un rischio per l'eurozona stessa. E terzo progetto sotto pressione è il consolidamento dello storico allargamento dell'Ue verso l'Est. La vitalità economica dei nuovi Stati membri ha avvantaggiato tutta l'Unione negli ultimi anni. Ma le dichiarazioni protezionistiche di qualche leader europeo e la riluttanza di qualche Stato membro a offrire assistenza finanziaria alle economie più vulnerabili hanno spinto alcuni a vedere in certi vecchi Stati membri l'intenzione di «disfare l'allargamento». Una nuova ondata di populismo e nazionalismo rischia di minare i principi fondamentali dell'Unione europea, basati sulla solidarietà, la tolleranza e l'impegno per una società aperta. In vista del prossimo vertice del G 20 il 2 aprile 2009, l'Europa si trova in una posizione difficile. I suoi Stati membri sono troppi integrati per poter sviluppare risposte puramente nazionali, ma troppi divisi per puntare su un obiettivo comune. Mostrare visione e leadership per definire una posizione coordinata è di vitale importanza per i leader europei. E' il momento di risposte istituzionali creative a livello europeo sulla regolamentazione e sul bilancio. E il momento di stimolare l'economia in modo selettivo e temporaneo, ad esempio attraverso un New Deal ambientale. I leader europei dovrebbero prendere in considerazione la creazione di task force presiedute dalla Commissione europea per proteggere e rafforzare il mercato unico. Così come dovrebbero valutare misure innovative per sostenere l'euro come gli euro bond o una versione europea del Fondo monetario internazionale (Fmi). I leader dell'Europa occidentale dovrebbero sforzarsi di mostrare solidarietà ai loro colleghi dell'Est - anche attraverso aiuti speciali per quelli impegnati a entrare nell'eurozona anziché mantenere l'atteggiamento attuale di «ciascuno per sé». E tutti i Paesi ricchi dovrebbero esplorare modalità di assistenza al mondo in via di sviluppo alle prese con una calamità finanziaria che non ha contribuito a creare. Sosteniamo l'idea del Fmi di emettere Diritti speciali di prelievo, con i Paesi ricchi che prestano i propri ai Paesi più poveri. Il G 20 è generalmente considerato il precursore di un nuovo ordine politico globale. Invece di esporre le proprie divergenze interne al resto del mondo, i leader europei devono mostrare che l'Europa può contribuire in maniera significativa a risolvere i nuovi problemi internazionali., L'Unione europea è nata come un progetto economico finalizzato a obiettivi politici. Mentre permane la crisi economica, solo un'azione politica coraggiosa a livello europeo salverà l'economia europea e l'intero progetto europeo. Giuliano Amato Emma Bonino Massimo D'Alema George Soros Etienne Davignon Martti Ahtisaari Timothy Garton Ash Ana Palacio Chris Patten





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