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BONINO: "L'EUROPA RISCHIA UNA CHIUSURA NAZIONALISTA"

Il Corriere della Sera - 6 aprile 2009 La leader radicale è per l'allargamento di Maurizio Caprara «Invece di prendere la crisi come un'opportunità, l'Europa scivola verso una preoccupante visione nazionalista. La questione della Turchia dimostrerà se si aprirà al mondo o si chiuderà», dice Emma Bonino. Radicale eletta senatrice nelle liste del Partito democratico, la vicepresidente del Senato ieri si stava occupando di come evitare che tra poco, a Kabul, entri in vigore la legge sull'obbligo al sesso con i mariti per le sciite afghane non consenzienti. Ma Emma Bonino fa parte anche della commissione guidata dal finlandese Martti Ahtisaari che compie un monitoraggio sulle riforme varate dai turchi per entrare nell'Ue, e aveva presente la divergenza su Ankara tra il presidente degli Stati Uniti, quello dello Francia e la cancelliera tedesca. Barack Obama, a Praga, ha ribadito la richiesta americana di aprire l'Ue all'ingresso della Turchia. Il francese Nicolas Sarkozy ha confermato di essere contrario, la tedesca Angela Merkel preferirebbe una, meno impegnativa, «partnership privilegiata». Secondo lei chi ha ragione? «Seguendo una linea esistita da 4o anni, l'Europa in Consigli europei di 1999 e 2002 ha riconosciuto l'eleggibilità della Turchia all'ingresso nell'Unione. Tant'è che nel 2005 sono stati avviati i negoziati per l'adesione, non per una partnership. Obama ne prende atto, gli Usa sono da sempre a favore. Le reazioni rendono evidenti cose note nei corridoi». Le riserve francese e tedesca? «Già. L'idea della partnership fu battuta nel Consiglio europeo che diede via libera ai negoziati. Sarkozy poi li ha rallentati, non fermati, Sarebbe drammatico se, dopo un processo decennale, l'Europa dicesse: ci siamo sbagliati». Perché drammatico? Per chi? «Per l'affidabilità dell'Europa e i contraccolpi in Turchia. Chiedevamo la riforma del codice penale, e l'hanno fatta Abbiamo chiesto diritti per i curdi, ed è nata una rete tv di Stato in curdo. Se si blocca tutto, altro che "ponte con il mondo musulmano"». L'Ue non è già abbastanza in affanno dopo l'allargamento a 27 membri? Oltre che all'Irlanda, la ratifica del trattato di Lisbona sui nuovi meccanismi decisionali è appesa alla crisi di governo ceca. «L'allargamento doveva andare di pari passo con il rafforzamento delle istituzioni politiche. Comunque, oggi bisogna procedere nella direzione opposta alle misure protezionistiche sulle crisi bancaria e dell'auto, adottate dagli Stati senza coordinamento e con il rischio di cannibalizzarsi a vicenda. La Turchia conta per l'energia, è un Paese democratico e islamico. Saranno quattro o cinque attori a decidere le sorti del mondo: Usa, Cina, Russia, Brasile o altri e l'Europa, se c'è. Se torniamo tutti agli Stati nazionali, siamo destinati all'irrilevanza politica». Secondo Berlusconi per rassicurare Parigi e Berlino la Turchia potrebbe entrare rinviando a dopo la libera circolazione dei turchi nell'Ue. Che ne dice? «Dopo? La Turchia entrerebbe verso il 2015-2017. Lei ha idea di che cosa saremo nel 2015-2017? Chi ne ha idea?»





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