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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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>> Il Corriere della Sera


"AIUTIAMO LE DONNE O PERDEREMO L'AFGHANISTAN"

Il Corriere della Sera - 16 aprile 2009 Sassi sulle manifestanti in piazza a Kabul contro la legge pro-stupri. Emma Bonino: "Sbagliato cedere ai talebani sui diritti umani" di Maurizio Caparra Sassi contro le donne a Kabul. Dopo l'approvazione da parte del Parlamento della legge che stabilisce la subordinazione della moglie al marito, e in pratica ne autorizza lo stupro, un gruppo di un centinaio di attiviste per i diritti umani ha manifestato in piazza denunciando "l'insulto alla dignità delle donne" sancito con l'approvazione del testo e scandendo slogano come: "Non vogliamo la legge talebana". Il corteo è stato però preso di mira da un gruppo di circa duecento uomini (tra loro c'erano anche delle donne) che hanno iniziato a lanciare sassi inneggiando alla "giustizia islamica". Un cordone di poliziotti e di poliziotte è riuscito a tenere separati i due gruppi. Il presidente Hamid Karzai, su pressione degli occidentali, ha promesso di rivedere il testo, che riguarda solo la minoranza sciita del Paese. Secondo il presidente afghano, tuttavia, polemiche e preoccupazioni potrebbero risultare da una "traduzione impropria, perfino errata della legge o di una sua cattiva interpretazione". Quella dei sassi lanciati sulle afghane scese in piazza contro la legge sugli obblighi di letto per le mogli sciite è una delle notizie che ci ricordano quanto l'Afghanistan resti diverso da come noi occidentali lo vorremmo. Benché sia giusto difendere i diritti delle donne, non stiamo coltivando più illusioni di quante un sano idealismo ne autorizzerebbe? "Il corpo del Paese è meno retrogrado di quanto sembra. L'Afghanistan ebbe nel 1964 una Costituzione che prevedeva il lavoro delle donne. Non era la Svezia, ma succedeva nel 1964. e prima che i talebani andassero al potere, mentre i maschi erano sempre in guerra, spettava alle afghane tenere in piedi la pubblica amministrazione. Non imponiamo nulla, aiutiamo le afghane che chiedono aiuto. E sui diritti di base non si negozia", risponde Emma Bonino, radicale, vicepresidente del Senato, promotrice di un appello per non far entrare in vigore la legge contestata firmato anche da musulmane, tra le quali il ministro egiziano per la Famiglia Moushira Khattab". L'Amministrazione di Baraci Obama negli Stati Uniti ha ridimensionato le attese: più che prefiggersi di democratizzare l'Afghanistan, come proclamava Gorge W. Bush, punta a neutralizzare il terrorismo. Teme ripercussioni sui diritti come quelli invocati nella manifestazione di ieri? "Bisogna capire che neppure la nostra sicurezza sarebbe salvaguardata se l'Afghanistan tornasse a uno stadio così crudele e reazionario come quando governavano i talebani. Erano stati loro a togliere le ragazze dalle scuole, a proibire i tacchi perché avrebbero sprigionato un rumore erotico, a vietare le calze bianche perché attiravano l'attenzione. Ho letto con preoccupazione un commento di Gideon Rachman sul Financial Times secondo il quale siamo lì per combattere il terrorismo, non per difendere i diritti umani. Non è nemmeno una buona Realpolitik". Chi ha sentito di recente a Kabul? "Martedì, al telefono, Sima Samar, presidente della commissione governativa sui diritti umani. Soprattutto sull'ultima coppia assassinata, due che uscivano insieme senza essere sposati". Attualmente che ne è della legge che imporrebbe alle sciite, consenzienti o meno, il sesso con il marito? "Dopo le sollecitazioni estere il presidente Hamid Karzai ha chiesto ai ministri della Giustizia di valutare se viola la Costituzione. Cerchiamo di riempire questa pausa con l'appello che è su www.npwj.org". Se la legge entrerà in vigore, il ministro della Difesa Ignazio La Russa aveva ipotizzato sul Corriere il ritiro delle militari italiane. "E' importante trovare una posizione univoca della comunità internazionale, senza che ogni Paese faccia le cose sue".





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